Il Tirreno

Versilia

Fra gli scrutatori troppi nomi illustri

di Donatella Francesconi
Fra gli scrutatori troppi nomi illustri

Tanti ex amministratori nell’elenco dei nominati ai seggi

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VIAREGGIO. I nomi saltano subito agli occhi, nel lungo elenco (191 persone) di designati ai seggi per il referendum del 17 aprile. Molti sono dirigenti di partito (soprattutto Pd), ex presidenti di società partecipate, ex assessori o comunque personaggi che hanno avuto ruoli importanti nelle passate amministrazioni. Qualcuno è figlio di politici o di ex amministratori, e non fa differenza se ricopra o meno incarichi politici o militi in qualche partito. Inevitabile, spiegano all'ufficio elettorale. Perché la legge nazionale in materia è cambiata una decina di anni fa ed affida la scelta di chi sarà ai seggi, tornata elettorale dopo tornata elettorale, alle commissioni elettorali dei singoli Comuni. Commissioni formate da consiglieri di maggioranza e minoranza, che si dividono i nominativi.

Per potersi giocare almeno una possibilità è necessario iscriversi all’albo degli scrutatori che, a partire dai 18 anni non ha limiti di età. A Viareggio l’albo contiene - è il dato fornito dall’ufficio elettorale - tremila nominativi. Per il referendum del 17 aprile, che presenta all’elettore una scheda sola, il compenso previsto è di 130 euro per i presidenti e 104 per scrutatori e segretari (che sono spesso persone di fiducia dei presidenti). In caso di elezioni amministrative si percepiscono 150 e 120 euro, che diventano - in caso di elezioni politiche - 187 euro per i presidenti e 145 per scrutatori e segretari.

Non c’è estrazione, dunque, dall’albo affollato. Quello che avviene di prassi è che al momento in cui la commissione elettorale si riunisce, nei tempi fissati dalla legge in vista del turno elettorale, gli interessati si presentano all’adunanza che è pubblica e la scelta della politica fa il resto. Fino a comporre l’elenco dei nominati necessari.

In caso di sole elezioni regionali - ricordano all’ufficio elettorale del Comune - vale la legge toscana per cui la prevalenza nella scelta deve essere data a giovani e disoccupati, che poi troppo spesso sono la stessa persona.

Chi si recherà al voto il 17 aprile per dire sì o no al quesito in materia di trivellazioni marine potrà trovarsi di fronte - per esempio - l’ex assessore alla mobilità della giunta Marcucci, Gianfranco Di Fonzo, oggi esponente del Pd viareggino, ma anche Filippo Guidi, ex presidente di Sea risorse con la giunta Betti, oggi uno dei tre candidati a segretario del Partito democratico locale. Anche la ex presidente di Sea Ambiente (giunta Betti), Gemma Borin, sarà al seggio. Così come l’ex capogruppo del Pd (stessa amministrazione), Matteo Martini.

A Torre del Lago ci sarà Massimo Verdelli, vice coordinatore dell’Udc nel periodo dell’amministrazione del sindaco Luca Lunardini, la cui figlia Martina sarà al seggio. Così come Marco Corsetti, figlio di Alberto, oggi amministratore delegato di Sea risorse, oltre che esponente storico del Pd locale.

Nell’elenco anche alcuni professionisti più o meno vicini alla politica: l’avvocato Aldo Lasagna (Pd), l’architetto Marco Parasileno che, in vista delle amministrative 2015, fu tra coloro che in ambito Pd si schierarono contro il progetto di candidatura di Luca Poletti così come Andrea Nesi, poi nominato dal commissario Dati responsabile della tesoreria e organizzazione. Della quadra di Dati anche Massimiliano Ingargiola, uno dei dirigenti ormai storici del Pd viareggino.

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