Sicurezza
Addio a Luigi Miliani, attore e mascheratista che amava il Carnevale
E' morto all'età di 65 anni vittima di una crisi respiratoria. Ha recitato a fianco di Enrico Casani, Foffo Martinelli e Claudio Morganti. Poi si è lanciato nel mondo della cartapesta
VIAREGGIO. Si terrà lunedì 4 aprile alle 15,30 all’obitorio dell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore il saluto di commiato a Luigi Miliani, l’attore e mascheratista del Carnevale di Viareggio morto a 65 anni per una crisi respiratoria. La salma sarà poi trasportata al cimitero comunale di Viareggio dove, intorno alle 16, si terranno i funerali civili. Luigi Miliani lascia la moglie Maria Lami e i figli Paolo e Caterina.
di Claudio Vecoli
Se ne è andato sabato pomeriggio nel suo appartamento di piazza Dante dove viveva con la famiglia. Da molti anni aveva gravi problemi problemi di salute con i quali combatteva come un guerriero, ma a tradire Luigi Miliani, 65 anni compiuti lo scorso agosto, è stata una crisi respiratoria improvvisa che non gli ha dato scampo. E la notizia della sua morte ha preso fatto il giro della città, prendendo alla sprovvista i tanti amici che aveva coltivato nella sua Viareggio. Una città che Luigi amava dal profondo dell’anima, ma di cui riusciva a vedere nitidamente anche i tanti difetti. E, ancor più, amava quel Carnevale di Viareggio con cui ha avuto un rapporto conflittuale, passionale, sanguigno. Esplorandolo sia nelle vesti di attore (quando negli anni Ottanta ha recitato in alcune compagnie legate al mondo della Canzonetta), sia come costruttore (quando fino alla metà degli anni Novanta, con a fianco la moglie Maria Lami, si cimenta nella cartapesta realizzando una serie di mascherate in gruppo che lo portano a sfiorare il sogno di realizzare anche un carro).
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Attore e costruttore. Luigi Miliani era insomma un personaggio a tutto tondo. Per molti anni maestro elementare - ha insegnato a lungo alle scuole del Marco Polo, dove ancora lo ricordano con affetto moltissimi suoi allievi ora diventati adulti - era un personaggio poliedrico e dalle grandi doti artistiche. Che, nel mondo del Carnevale, aveva espresso dapprima come attore amatoriale ma soprattutto come costruttore. Era entrato nel mondo della cartapesta per gioco, a trentaquattro anni, spinto dagli amici che ne avevano intuito le doti artistiche. Ne era uscito con l'amarezza di chi, dopo una burrascosa vicenda giudiziaria nella quale era stato trascinato suo malgrado, aveva pagato con un prezzo troppo alto un'ingenuità di cui comunque non ha mai negato la paternità. Quella di Luigi Miliani - e di Maria Lami, sua moglie e sua compagna sul lavoro - è stata una storia sui generis nel mondo della cartapesta.
Gli inizi nella Canzonetta. Tutto inizia alla metà degli anni Ottanta. Miiani, all'epoca maestro elementare, è un grande appassionato di Carnevale. Fino ad allora esprime però questo aspetto del carattere solo... sul palcoscenico. Da alcuni anni, infatti, ricopre alcuni ruoli come caratterista nella compagnia di Foffo Martinelli che porta in scena la Canzonetta (ma si esibirà anche con Enrico Casani e Claudio Morganti). La cartapesta, invece, è solo uno strumento didattico che utilizza a scuola, con i suoi alunni. E una sorta di passatempo quando si diverte a fare l'impastino negli hangar di Nilo Lenci prima e di Silvano Avanzini poi.
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Nel mondo della cartapesta. Nel 1984, però, sollecitato da alcuni amici, decide di presentare il bozzetto per una maschera isolata. E si cimenta in "Attenti al Bot. . . to", ispirata al cosiddetto fenomeno del Bot-people. Conquistando il secondo posto dietro a Gionata Francesconi. Il Comitato Carnevale capisce che Miliani ha talento e l'anno seguente lo invita a realizzare una mascherata fuori concorso. Nasce così "I giullari '85", materialmente realizzata in una stalla abbandonata alle porte di Camaiore (non c'erano posti liberi negli hangar dei mascheratisti). E che presenta una novità strutturale: per portare i mascheroni durante il corso, Miliani inventa una armatura in acciaio che lui stesso battezza con il nome di "culla ergonomica". Un'idea che, in futuro, sarà ripresa da molti altri mascheratisti. Nel 1986 arriva invece il debutto in concorso con "Bicimania", che conquista un eccellente secondo posto (ancora una volta alle spalle di Gionata Francesconi).
Nonostante i buoni risultati, per Miliani l'esperienza con la cartapesta resta poco più di un gioco. Il suo vero lavoro è infatti l'insegnamento. Almeno fino al 1988, quando decide di dar vita ad una società con la moglie e di cominciare a lavorare anche per altri carnevali. Scelta che diventa ancor più definitiva quando, nel 1990, matura il diritto di andare in pensione a scuola e, da quel momento, si dedica solo e soltanto alla cartapesta. Proprio nel 1990 la coppia Lami-Miliani si cimenta nei complessi mascherati - riscoperti quell'anno ma subito abbandonati - e porta in corso "Lo sculacciabuchi" (terzo). Chiusa l'esperienza dei complessi, marito e moglie tornano fra i mascheratisti. E dopo un anno non felicissimo con "Nella vecchia fattoria, ia, ia, oh" (ottavo) inanellano una serie di risultati più che positivi. Nel 1992 arriva la prima vittoria grazie a "The horror day", che coincide per altro con l'inizio del biennio in cui è istituito il meccanismo degli avanzamenti e retrocessioni. Ma il quinto posto di "Gioco pesante" nel 1993 compromette la promozione (a salire sarà Carlo Lombardi).
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La promozione sfumata. Nel biennio 1994-95, al secondo assalto, il passaporto per la categoria superiore arriva grazie al primo posto di "Jurassic Pork" (1994) e al secondo di "Scherza coi fanti" (1995). Luigi Miliani e Maria Lami conquistano così sul campo un posto fra i carri piccoli. Ma al momento di consegnare i bozzetti, succede il patatrac. Miliani decide infatti di utilizzare un progetto che aveva già presentato insieme a Rossella Disposito alcuni anni prima (e all'epoca non accettato) dal titolo "Specchio, specchio delle mie brame". Ma commette l'ingenuità di non farsi autorizzare per iscritto dalla Disposito. Alla pubblicazione dei bozzetti, ne nasce un caso che, oltre che sui giornali, finisce in Tribunale. E il giudice, con un procedimento d'urgenza, a novembre impone alla coppia Miliani-Lami di non utilizzare il progetto. La Fondazione propone ai due di ripresentare un nuovo bozzetto, ma ormai non ci sono più i tempi per ripartire da capo. E, soprattutto, la vicenda ha fiaccato l'entusiasmo dei due che - con grande amarezza - decidono di abbandonare il mondo del Carnevale di Viareggio.
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Gli altri carnevali. Non quello della cartapesta, però. Maria Lami e Luigi Miliani continuano infatti a collaborare per molti anni con alcuni costruttori (gli Avanzini, Roberto Alessandrini e Paolo Lazzari) e nel loro laboratorio di Bozzano per altri carnevali (Cento, Oleggio, Erice, Napoli, ecc.) ma anche per altri clienti non legati al Carnevale. Poi, col passare degli anni ma anche con l’insorgere dei primi problemi di salute, rallenta sempre di più il suo rapporto con il Carnevale attivo. Anche se continua a frequentare gli hangar - dove conserva rapporti di amicizia con molti ex colleghi e, fra questi, uno particolare con Umberto Cinquini - e tanti ambienti vicini al Carnevale.
I problemi di salute non lo fiaccano, lui la combatte con tutte le sue forze. Anche perché nella sua vita ha già dovuto passare vicende tremende come la perdita di una figlia di pochi anni. Al suo fianco, poi, trova il sostegno della moglie Maria e dei figli Paolo e Caterina. Fino a ieri, quando una crisi respiratoria lo sorprende. E sorprende e lascia di stucco tutti quelli che lo conoscono.
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