Sicurezza
Due impiegati non sono al lavoro «Mia figlia respinta alle Poste»
MASSAROSA. In uno dei giorni di maggior affluenza, a causa del ritiro delle pensioni, è stata respinta da un’addetta allo sportello perché c’erano questioni più urgenti a cui dedicarsi, a causa...
MASSAROSA. In uno dei giorni di maggior affluenza, a causa del ritiro delle pensioni, è stata respinta da un’addetta allo sportello perché c’erano questioni più urgenti a cui dedicarsi, a causa della contemporanea assenza di due colleghi.
A raccontare il singolare episodio di cui è stata protagonista la figlia della sua compagna, Sara, è Sergio Puccetti. La ragazza, ieri mattina, ha fatto la fila alle Poste di Piano di Mommio per acquistare una carta Postepay, ma una volta arrivato il suo turno una dipendente dell’ufficio le avrebbe detto («consigliato», secondo la versione delle Poste) di ripassare in un altro momento.
Lei, però, non poteva aspettare. E ieri pomeriggio è salita in macchina spostandosi a Viareggio. «Le hanno detto di avere faccende più importanti da sbrigare - spiega Puccetti - e che, visto il considerevole afflusso di pensionati, non c’era tempo per aprire una Postepay. Peccato che per pagare l’abbonamento Sky avessi per forza bisogno di una carta di credito (o di debito, come quella delle Poste ndr). Se al suo posto ci fossi stato io, molto meno tollerante di lei, avrei chiamato i carabinieri. Gli addetti allo sportello non si sono comportati bene. Hanno risposto così anche ad altre persone».
La direzione regionale di Poste italiane - da noi contattata - nega che gli impiegati di Piano di Mommio abbiano respinto la giovane, alla quale invece sarebbe stato suggerito di ritornare in un altro momento, a causa della contemporanea assenza di due dipendenti e dell’eccessivo carico di lavoro che gravava su quelli in servizio. «All’ufficio in questione sono stati assenti (giustificati) due operatori di sportello - scrive l’azienda in una nota - pertanto in un giorno dove c’è maggior affluenza di clienti, dovuto al pagamento delle pensioni, gli operatori hanno consigliato la clientela di rivolgersi in un ufficio nelle immediate vicinanze, onde evitare un’attesa prolungata. Pertanto - concludono da Poste italiane - questo non è da considerarsi un disservizio, ma solo una circostanza».
Stefano Taglione
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