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Versilia

No di Del Ghingaro al centro profughi

di Stefano Taglione ; di Stefano Taglione
No di Del Ghingaro al centro profughi

Ma il prefetto insiste: serve un accordo, lo troveremo

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VIAREGGIO. Il sindaco si oppone, il prefetto non molla. Giorgio Del Ghingaro non vuol sentir parlare di centri di prima accoglienza e smistamento per migranti a Viareggio, mentre la responsabile della prefettura di Lucca, Giovanna Cagliostro, in Versilia deve sistemare a tutti i costi decine di profughi. «Purtroppo non abbiamo più tempo a disposizione - sostiene il prefetto - possiamo anche non nominare le parole “Centro di accoglienza”, ma io a Viareggio devo ugualmente collocare 30 migranti. Il sindaco sarà sicuramente d’accordo».

Del Ghingaro, però, non pare proprio dello stesso avviso. «L’amministrazione è fermamente contraria al progetto di un centro di smistamento profughi sul territorio del Comune di Viareggio», spiega il primo cittadino, che comunque ribadisce - come del resto ha riconosciuto anche il prefetto - il suo «spirito più che collaborativo».

«Adesso, però, Viareggio non è nelle condizioni sociali di accettare un simile progetto - sottolinea Del Ghingaro - dato che la città ha problemi complessi dai quali un sindaco, nel valutare l'accoglienza, non può prescindere. Stiamo affrontando una crisi senza precedenti e uno dei dissesti più gravi d'Italia - continua - decisioni di questo tipo non possono essere basate esclusivamente su un criterio numerico. Vanno prese in considerazione l’ampiezza del territorio, la concentrazione insediativa, le condizioni economiche e quelle sociali. Capiamo perfettamente le necessità del prefetto Cagliostro - conclude il primo cittadino viareggino - e per questo, nonostante le difficoltà oggettive, siamo sempre stati aperti alla massima integrazione».

Il Comune ha accolto i primi richiedenti asilo lo scorso 16 maggio e altri otto il 25 settembre del 2015. Il 6 ottobre, invece, è arrivata una famiglia composta da padre, madre e due bambini molto piccoli, che abita dalle suore Mantellate. Al 5, al 23 novembre e al 15 dicembre risalgono gli arrivi di 17 pakistani, mentre gli ultimi nove profughi in fuga dalla guerra sono in città dal 27 di gennaio. A questi bisogna aggiungerne 19 - che però non vengono conteggiati dalla prefettura - che rientrano nel progetto Spraar, gestito dall’Arci e non da Palazzo civico. «Sono numeri importanti, perché Viareggio non si nasconde certo dietro proclami da campagna elettorale - continua Del Ghingaro - è consapevole di un problema e, come secondo comune della provincia di Lucca, ha fatto e sta facendo la sua parte».

Il primo cittadino di Viareggio lamenta inoltre «la disparità di trattamento» rispetto a quei Comuni che «non hanno accolto nessun richiedente asilo», per la verità solo uno in tutta la Versilia: Pietrasanta, dove dovrebbero essere collocate 40 persone. «Ad oggi, quella del prefetto - conclude Del Ghingaro - ci pare una presa di posizione fuori dai criteri di collaborazione fin qui avuti: ci opporremo fermamente al progetto. Viareggio non può e non deve accettare imposizioni o soluzioni non concordate con il territorio».

Giovanna Cagliostro, dal canto suo, sostiene di non voler imporre nulla, anche se ne avrebbe la piena autorità. «Fino a martedì ho dialogato senza alcun problema con l’assessore Maurizio Manzo - prosegue il prefetto di Lucca - e fra di noi c’è stata piena sintonia. Oggi (ieri per chi legge ndr) ci siamo sentiti anche con Del Ghingaro. Aldilà di questa sua ultima presa di posizione, sono sicura che insieme troveremo un accordo. È una persona molto ragionevole. Io eseguo solo le direttive del governo centrale - prosegue Cagliostro - e fare un secondo centro di accoglienza in Versilia, visto che quello di Lucca è al collasso, è un’opzione concreta. Farlo a Viareggio resta una possibilità, ma l’eventuale realizzazione avverrà di comune accordo».

@taglions

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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