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Granaiola (Pd): ionizzatori sbagliati

E la consigliera regionale della Lega presenta un’interrogazione

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VIAREGGIO. Ricorda il convegno "Mare in chiaro " da lei organizzato a Viareggio il 18 aprile 2014 la senatrice del Pd, Manuela Granaiola: «Dal dibattito emerse con chiarezza che la soluzione della ionizzazione, oltre ad essere molto costosa, non avrebbe assolutamente risolto il problema, mentre la fitodepurazione ad esempio sarebbe stata una soluzione molto più efficace ed economica». I sindaci , però, «decisero di proseguire la strada della ionizzazione perché ormai il progetto era stato avviato, commissionato ed io, insieme a chi la pensava come me, dovemmo fare un passo indietro. Ma oggi i fatti ci dicono che forse un po' di ragione ce l'avevamo».

Elisa Montemagni, consigliere regionale della Lega Nord, annuncia la presentazione di un'interrogazione urgente al presidente Rossi ed alla Giunta «per chiedere quali siano le modalità con cui si è arrivati alla scelta della tecnologia da impiegare, sia nel caso del tanto decantato ionizzatore che nell'ultima ipotesi di progetto definito "alternativo e sperimentale"». Montemagni si è mossa anche con Arpat «affinché chiarisca se la soluzione ora prescelta sia realmente efficace e risolutiva».

Per Fratelli d’Italia, Marina Staccioli, ex consigliere regionale scrive: «Negli ultimi anni ho spesso incalzato la Giunta Regionale ad intervenire in modo preciso e rapido sulla problematica della depurazione delle acque che la Versilia si trascina dietro da tempo: dalla terza vasca del depuratore di Querceta ai depuratori non funzionali al carico estivo, passando per tubature obsolete, ottenendo tante promesse ma pochi fatti». (d.f.)

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