Il Tirreno

Versilia

Telefoni muti da venti giorni azienda in difficoltà

di Stefano Taglione
Telefoni muti da venti giorni azienda in difficoltà

Anche Internet è fuori uso. Nonostante i solleciti a Telecom i dipendenti dell’Assiproget di Massarosa faticano a lavorare

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MASSAROSA. Il telefono è muto da 20 giorni. E non importa che le bollette della Telecom vengano pagate puntualmente, dal momento che neanche Internet vuol saperne di funzionare.

Una compagnia assicurativa di Massarosa - la Assiproget di Larini e Gemignani con sede in via Sarzanese Valdera, a Massarosa - è rimasta isolata. Le linee telefoniche sono ko e non se ne comprende la causa. I dipendenti dell’ufficio non possono ricevere né chiamate, né fax, non riescono a leggere i messaggi di posta elettronica se non attraverso i propri cellulari, ma soprattutto non possono far pagare i clienti che vogliono saldare la propria polizza con il Bancomat o con la carta di credito, la maggior parte a causa degli importi non certo esigui da versare.

Dopo i continui solleciti al servizio clienti di Telecom Italia, una delle titolari dell’ufficio massarosese della compagnia assicurativa ha detto basta, decidendo di rendere pubblici i disagi che stanno rendendo praticamente impossibile l’attività quotidiana dell’azienda. «I nostri clienti chiamano e il telefono è muto - afferma Sabrina Gemignani, socia di Assiproget - così alcuni di loro hanno addirittura ipotizzato che avessimo chiuso i battenti. Siamo costretti a leggere le email con i cellulari privati. Per rendere immediatamente operative alcune polizze abbiamo dovuto saldare l’importo con i nostri soldi, visto che il Pos per ricevere i pagamenti con il Bancomat o con le carte di credito, senza linea telefonica, non funziona».

La soluzione al guasto - che rende l’Adsl e gli apparecchi telefonici fuori uso da ben 20 giorni - non sembrerebbe affatto banale. Ma i titolari dell’agenzia non ne conoscono né l’entità, né la causa, visto che gli operatori del call center di Telecom Italia non avrebbero fornito ulteriori particolari. Si sa solo che le utenze vicine non sono interessate da questa fastidiosa problematica. «Ne siamo vittima solo noi - protesta Sabrina Gemignani - e non ci dicono niente. Se almeno ci dessero delle tempistiche certe, noi potremmo organizzarci per trasferire le chiamate su un numero di cellulare alternativo, o quantomeno avvisando i clienti di questo temporaneo, si spera, disservizio».

Dal servizio clienti dell’ex colosso pubblico, ieri avrebbero comunicato alla titolare l’immediata risoluzione del guasto, dato che un tecnico specializzato si sarebbe recato in zona il giorno precedente, nel tardo pomeriggio di martedì. «Se è venuto per risolvere il guasto - spiega Gemignani - credo che avrebbe potuto o dovuto avvertirci, visto che noi agli operatori del call center abbiamo lasciato diversi numeri di cellulare, fra cui il mio personale, proprio per essere ricontattati rapidamente».

In una mail inviata al Tirreno la professionista dice di sentirsi «derisa». «Ad oggi - spiega Gemignani - abbiamo fatto, più volte al giorno, innumerevoli telefonate, cercando di far capire la gravità della situazione che stiamo vivendo. Le chiamate non hanno scaturito alcun risultato. Non possiamo fare, né ricevere telefonate, sia da parte dei clienti, che dei fornitori e per tutto ciò che commercialmente ruota attorno alla nostra attività. Stiamo creando disagio anche ai nostri assicurati - continua la professionista - che vengono per pagare le loro posizioni assicurative, tramite Bancomat, e non possiamo effettuare le transazioni facendoci diventare non rispettosi della legge, in quanto obbligati a offrire questo servizio. Purtroppo - conclude Gemignani - siamo paralizzati. Non riusciamo a vedere la luce in fondo al tunnel».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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