Sicurezza
Quel brevetto non aveva convinto l’università
A proporre ai Comuni della Versilia l’applicazione della tedesca Lwt (brevetto Fischer) è stata - lo si legge nel documento dell’università di Pisa - la ditta “Etika”. La tecnologia impiega «ioni d’os...
A proporre ai Comuni della Versilia l’applicazione della tedesca Lwt (brevetto Fischer) è stata - lo si legge nel documento dell’università di Pisa - la ditta “Etika”. La tecnologia impiega «ioni d’ossigeno di carica positiva e negativa prodotti al di fuori dell’elemento acqua che vengono indotti nell’acqua da trattare tramite unità iniettanti progettate ad hoc». Una descrizione che - scrivono i professionisti dell’università - «non è molto esauriente dal punto di vista tecnico».
E non solo. Secondo i professori Annalaura Carducci e Renato Iannelli «la documentazione prodotta sui dati microbiologici presenta varie carenze metodologiche, frutto probabilmente della mancanza di competenze specifiche». Inoltre, «alcune affermazioni risultano piuttosto “azzardate” in relazione ai dati prodotti. Si ritiene quindi necessario basare il dimensionamento su studi e su misure più precise che tengano conto dei carichi microbici reali e non solo di valori di abbattimento che appaiono elevati ad una lettura superficiale, ma non lo sono se rapportati a situazioni reali. In sintesi, si evince una certa efficacia disinfettante, la cui reale entità non è pienamente valutabile per il basso numero si determinazioni in ogni esperienza e per le differenze di condizioni e di parametri rilevati».
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