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La soluzione alternativa ora passa dalla chimica

La soluzione alternativa ora passa dalla chimica

Domani l’incontro con gli uffici fiorentini ma l’incarico è già stato assegnato L’acido sarà versato nella fognatura bianca e non nei fossi

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VIAREGGIO. Una soluzione, quella dell’acido peracetico che Alessandro Del Dotto presenta come «sperimentale, per due anni» e dotata di «impianti di monitoraggio e controllo». Senza contare che «la sostanza non sarà immessa direttamente nei corsi d’acqua che poi finiscono in mare, ma nella fognatura bianca».

Le proprietà antimicrobiche dell’acido peracetico (potente agente ossidante appartenente alla classe dei perossidi organici) - si legge nello studio dell’università di Pisa - «sono note sin dagli inizi del Novecento» e l’acido «è ampiamente utilizzato in campo ambientale, soprattutto nella disinfezione delle acque reflue». La sperimentazione - spiega il sindaco di Camaiore, Comune capofila del progetto - «sarà controllata anche dall’università oltre che da Arpat». Anche se, va ricordato, l’Agenzia regionale per l’ambiente è da sempre l’Ente meno convinto di questa soluzione.

«Ma avremo gli impianti di controllo e monitoraggio», sottolinea Del Dotto, «i quali forniranno dati in continuo sullo stato di inquinamento o meno dell’acqua marina». Così da avere sotto mano anche il quadro dei possibili fenomeni che provocano le impennate di batteri dai quali derivano poi i divieti di balneazione.

«Sono in contatto continuo e costante con la Regione», ricorda Del Dotto: «Ed ho già parlato con Arpat e con l’Autorità idrica toscana. I progetti sono pronti, ed abbiamo assegnato l’incarico dieci giorni fa circa. Venerdì (domani per chi legge, ndr) incontreremo la Regione per ultimare i dettagli di questo cambio di strategia, ma stiamo già lavorando a pieno regime per non perdere neppure un secondo. Non ci sono terze strade, al momento. Se non ipotecando l'intera estate e forse di più perché in quel caso dovremmo ricominciare veramente da capo».

I tempi - assicura Del Dotto - «non sono poi così diversi da quelli per l’installazione degli impianti di ionizzazione: nel mese di giugno, se tutto va come deve e non si aggiungono altri intoppi». D’altronde, aggiunge il sindaco, «l’università ha dato indicazioni scientifiche chiare e a quelle non possiamo che attenerci»

Indicazioni che riguardano anche l’impegno economico per l’installazione dell’impianto. Ritenuto «modesto» e comune minore rispetto alla soluzione con gli impianti di ionizzazione. «Tuttavia - si legge nel rapporto dell’università -i costi di esercizio sono elevati». Perché le soluzioni «in commercio sono costose, approssimativamente da quattro a cinque volte il costo dei disinfettanti a basa di cloro».

È corsa contro il tempo, dunque. Ma Del Dotto conta che a breve si possa già riunire la Conferenza dei servizi per il via libera definitivo alla realizzazioni degli impianti e all’avvio della sperimentazione. Giusto in tempo per la prova costume...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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