Il Tirreno

Versilia

Fogne bianche e nere si incrociano

Fogne bianche e nere si incrociano

Le difficoltà si creano quando i depuratori non reggono più il carico delle acque

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VIAREGGIO. «Ben vengano le soluzioni sperimentali e mi auguro che quest’ultima trovata abbia effetto. Tuttavia credo sia arrivato il momento di affrontare i problemi partendo dalle cause e non dagli effetti», dichiarava il sindaco di Viareggio, nel dicembre scorso. Un Del Ghingaro non del tutto convinto della «trovata» impianto di ionizzazione per garantire la balneabilità delle acque della Versilia, che puntava, piuttosto, a mettere le mani sui problemi di un territorio che la relazione dell’università di Pisa su quali soluzioni tecniche fosse meglio adottare, così descrive: «La quasi totalità del territorio urbanizzato (il riferimento è la Versilia, ndr) è servita da una fognatura nera con presenza di alti volumi di acque parassite (allacciamenti di acque meteoriche nella rete di fognature nere) e ciò comporta una difficoltà gestionale durante le precipitazioni, dove le punte di portata superano la potenzialità di depurazione degli impianti e/o la capacità di collettamento della fognatura».

Proprio perché il quadro è questo, nell’agosto 2014 fu firmato in Regione l’Accordo di programma per la tutela delle foci fluviali e della acque marino-costiere della riviera Apuo-versiliese. Tra i tanti, costosi impegni per i Comuni anche quello di «procedere all’ispezione delle fognature bianche ove non ancora effettuata nelle zone individuate e all’adeguamento dei propri strumenti urbanistici per le opere di propria competenza». I Comuni si impegnavano anche a sostenere Gaia negli interventi da realizzare, «sostenendo le attività operative del gestore attraverso la collaborazione delle proprie strutture. Alzi la mano chi può dimostrare di essere stato al passo...(d.f.)

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