Il Tirreno

Versilia

Tre candidati in corsa per il congresso del Pd

di Donatella Francesconi

Filippo Guidi, Lorenzo Franceschi e Andrea Strambi in lizza per fare il segretario Chi sono, chi li sostiene, quali gli scenari. In vista dell’appuntamento del 9 aprile

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VIAREGGIO. Sarà un congresso a tre candidati quello del Partito democratico che va a tenersi il 9 aprile, dopo lungo travaglio. Ai primi due, già in corsa da tempo - Filippo Guidi e Lorenzo Franceschi - si aggiunge, ormai è ufficiale, anche Andrea Strambi.

Il primo, Filippo Guidi, ex presidente di Sea Risorse con l’amministrazione di Leonardo Betti, è il candidato del commissario uscente del partito (Giuseppe Dati) ed ha il sostegno anche del capogruppo del Pd in consiglio comunale, Luca Poletti. Guidi presenta domani sera (alle 21,15 nella sede del Pd in via Regia) le linee programmatiche della sua candidatura. Appuntamento aperto a tutti gli iscritti (circa 300).

Lorenzo Franceschi è il candidato a segretario sostenuto dai “renziani” e per lui si sarebbe espresso (così racconta radio-via Regia) anche il senatore Pd Andrea Marcucci. Tra i sostenitori di Franceschi anche l’ex assessore al bilancio dell’amministrazione Betti, Lorenzo Bertoli.

Il terzo candidato, da ieri, è Andrea Strambi, ex assessore allo sport e turismo dell’amministrazione Betti e presidente provinciale Uisp. Con lui l’ala sinistra del partito viareggio e buona parte dei dirigenti storici del partito (Giannerini, Maestrelli, Corsetti, Manfredi).

Da una parte, dunque, il mai composto psicodramma della fine dell’amministrazione Betti (nel cui esito il Pd regionale ha giocato un ruolo decisivo) e dall’altro il “fantasma” sempre più in carne ed ossa dell’accordo con l’amministrazione comunale ed il suo sindaco, Giorgio Del Ghingaro. Che ha chiesto la tessera del Pd e non l’avrà fino al gennaio 2017, ma i suoi ex compagni non possono non fare i conti con la sua lunga appartenenza al partito, interrotta dalla decisione di correre in alternativa al candidato Pd alle amministrative 2015. Corsa fatta e vinta insieme ad una parte di Pd, a cominciare dalla senatrice Manuela Granaiola.

Difficile quadrare il cerchio oggi, ma questo è l’elemento che brucia sotto le ceneri di ogni discussione che avvenga in via Regia, voto per la scelta del segretario compreso. Con i tre candidati nei panni dei figli dei separati, divisi tra mamma e papà, con la sensazione che vince chi sa tirare più forte la manica dell’uno o dell’altro genitore.

Sullo sfondo c’è il dissesto, i beni della città in vendita, la fatica quotidiana di quanti vivono e lavorano stringendo i denti nelle sabbie mobili del buco. Economico e non solo.

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