Sicurezza
Pasqua ricca soprattutto per i ristoranti
Locali euforici, gente in massa e vip a giro «Purtroppo la paura ci sta portando gente»
VERSILIA. C’erano anche sdraio e tende aperte sulla spiaggia di Forte. Alla faccia di chi contesta il fatto che i balneari hanno poca voglia di aprire fuori stagione. Bagni in attività un po’ ovunque. Apertissimi se si tratta di dare da mangiare, unico business utile di questi tempi. E per fortuna che ieri, Pasquetta, il cielo si è aperto e ha permesso ai più di tornare sul mare, unica e agognata meta di questa Pasqua alta.
In centro a Forte per Pasqua c’era il mondo, compreso qualche vip. Fotografato Enrico Preziosi, a spasso con la compagna per il centro. La sera prima, Giorgio Panariello era stato protagonista della serata in Capannina.
La sera di Pasqua presenze d’eccezione a Pietrasanta. All’Enoteca Marcucci ha cenato con alcuni amici Maurizio Cattelan, celebre artista italiano. Sempre a Pietrasanta il pittore Gianfranco Asveri ha insegnato a dipingere ad una decina di ragazzini nella galleria Marco Rossi di piazza Duomo.
Esaurita la Capannina, meno affollato il lungomare di Marina di Pietrasanta, zona discoteche di Focette. Dove la Bussola sembra ormai desolatamente chiusa.
Tanti gli alberghi aperti, con qualche eccezione, come l’Ariston di Lido che in un grande cartello spiega che riaprirà il 21 aprile, vigilia del lungo weekend della Liberazione.
E anche gli hotel aperti, soprattutto i 3 stelle, richiudono già oggi in attesa di una stagione più avanzata.
Tutto esaurito e per tutta la settimana all’hotel Principe, oggi il più glamour della Versilia. «Siamo pieno, moltissimi i turisti stranieri, soprattutto europei – spiega Cristina Vascellari, manager dell’hotel di proprietà russa – ma abbiamo lavorato molto anche al Dalmazia, lo stabilimento che è gestito direttamente dall’hotel.
Molto bene il lungo weekend per i ristoranti. «Abbiamo iniziato a lavorare forte fin da metà settimana – spiega Daniele Cupisti, titolare del celebre Mirò in Darsena a Viareggio – tanta gente, grandi tavolate anche di 20 persone. Molti clienti dal nord e tanti toscani, quelli che approfittano del primo sole o del weekend per riaprire le case come si suo dire».
Ma c’è l’impressione che la spinta al ritorno in Versilia sia dovuta anche ad altri, evidenti fattori.
«È chiaro che la paura, una certa paura conta – conferma ancora Cupisti – non si spiegherebbe altrimenti come le coste italiane, dalla Liguria alla Sicilia siano strapiene. Più che paura c’è questa sottile insicurezza, questa voglia di rifugiarsi in posti dove non ti fanno aprire la borsa ogni venti metri».
Per questo, chi in questi giorni ha parlato di Pasqua blindata in Versilia è uno scemo. Saremo blindati quando, come succede nei locali più famosi di Parigi, perquisiscono anche i figli piccoli.
Ma non c’è solo quello. «Si arriva a marzo che c’è voglia di sole ma anche di un piatto di pesce fresco» ricorda Guido Lombardi, patron di Giorgio a Viareggio. «Certo, anche qui tanta gente, doppi turni e finalmente anche clienti che stappano bottiglie importanti. Tanto che ho dovuto potenziare e migliorare la carta dei vini, anche con i rossi».
Insomma, come direbbero in Borsa, «sentiment» positivo in vista dell’estate. E attesa per una bella serie di nuove aperture: ristoranti, hotel, b&b, boutique. Come ricordava sempre un tassista a Gherardo Guidi della Capannina: «La Versilia un tocco di pane te lo dà sempre». Ed in verità, a chi ci sa fare, anche qualche cosa di più.
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