Il Tirreno

Versilia

Barche danneggiate nessun rimborso

di Donatella Francesconi
Barche danneggiate nessun rimborso

Le assicurazioni non pagano a causa del cattivo stato dell’approdo

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VIAREGGIO. Brutta sorpresa quella che si sono ritrovati tra le mani alcuni dei diportisti le cui barche sono state danneggiate dal maltempo del periodo di Carnevale. Le assicurazioni delle imbarcazioni non rimborsano i danni. Perché l’approdo della Madonnina non è nelle condizioni di garantire la sicurezza degli ormeggi. Le foto di quei giorni, quando vento forte e mare in tempesta, parlano chiaro: pezzi delle barche appoggiati sui pontili o galleggianti in acqua, in attesa di essere recuperati, sotto gli occhi dei diportisti che valutavano i danni subiti.

D’altra parte, che la Madonnina non è nelle condizioni migliori è scritto nero su bianco nelle relazione degli ingegneri che hanno lavorato per il liquidatore incaricato dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. Un documento che la dice lunga sul fatto che le somme incassate dalla società oggi interamente pubblica a tutto sono state destinate tranne che alla manutenzione indispensabile per un porto turistico per buona parte esposto al mare aperto. «Al primo impatto visivo - scrivono gli ingegneri incaricati - si nota immediatamente la scarsa manutenzione sia da un punto di vista strutturale (per quanto riguarda banchine di galleggiamento e opere accessorie), sia da un punto di vista funzionante», per tutto quello che è “impiantistica”».

Non va meglio quando si tratta di esaminare lo stato in cui versano i pontili: «Per garantire la funzionalità e la buona conservazione nel tempo delle strutture - si legge ancora nella relazione - si doveva provvedere ad ispezioni periodiche delle stesse, formulando un programma di interventi e manutenzioni volte a garantire la funzionalità del sistema e la sicurezza dei fruitori». Insomma, era necessario intervenire per tempo e nel tempo. Dedicando le somme necessarie alle spese indispensabili alla struttura.

Il risultato è che oggi, al posto della sicurezza indispensabile, c’è, invece, «la mancanza completa di progetti esecutivi (non reperiti) dei pontili e della diga attenuatrice». Che all’epoca (febbraio 2015) presentava «fessurazioni in prossimità delle testate ove sono alloggiati i tiranti di ancoraggio di un elemento all’altro, oltre a rotture superficiali del calcestruzzo, lasciando i ferri dell’armatura scoperti, evidenziando ripristini precedenti non eseguiti correttamente». L’ancoraggio dei pontili, inoltre, ha visto i cavi Seaflex «sostituiti, alle prime rotture, solo con catene. Rendendo la struttura più rigida e più soggetta a strappi». Se non bastasse è stata evidenziata la «mancanza completa di un registro delle manutenzioni». Inoltre, la struttura sottostante i pontili, in acciaio, «è fessurata in alcuni casi fino alla rottura».

Alcuni dei problemi messi in evidenza dalla relazione tecnica sono gli stessi riscontrati da chi si è trovato a dover presentare i preventivi richiesti dal liquidatore Claudio Matteoli che ha presentato al commissario giudiziale Giovanni De Gaetani l’autorizzazione a compiere interventi per circa 400.000 euro in vista della stagione estiva. La mancanza del registro delle manutenzioni è uno dei troppi “buchi neri” della Madonnina. E rende più complicato l’approccio con gli interventi di cui l’approdo ha bisogno.

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