Sicurezza
Visite private all’Asl: a Viareggio Cecchi surclassa tutti
Mezzo milione al superchirurgo. Lontani i colleghi Cima e Marsili
VIAREGGIO. Non c’è partita. Quando si parla di visite a pagamento il chirurgo Massimo Cecchi, direttore di urologia e responsabile dell’area chirurgica all’ospedale Versilia, surclassa tutti: con 513.504 euro in un anno è il medico che incassa di più dall’attività di ambulatorio libero-professionale nell’ormai ex azienda sanitaria versiliese. E per dare un’idea di quanto i colleghi siano distanti, basti pensare che in Toscana lo batte solo Stanislao Rizzo, oculista dell’Asl di Firenze che supera il milione di euro.
Il tema è quello del cosiddetto intramoenia, termine latino che indica la possibilità data ai medici dell’Asl di svolgere un’attività privata all’interno dell’ospedale o dei distretti. Lo scopo è evitare che i professionisti migliori fuggano dal servizio sanitario pubblico, attirati dai guadagni del sistema privato. Ma il presidente della Regione Enrico Rossi, attorno a metà marzo, ha tuonato contro questa pratica. Sostenendo che rallenta le liste d’attesa, impegnando medici che invece dovrebbero essere al lavoro per smaltire visite ed esami presi nel pubblico. Così Rossi ha aperto il dibattito contro parte del suo stesso partito, il Pd, che invece difende l’intramoenia e la libera professione.
Tornando ai dati puri e semplici diffusi dall’Asl - che per la prima volta ha reso noti gli incassi dei medici con le visite in libera professione del 2014 - il primato di Cecchi si spiega facilmente: oltre alle indubbie capacità professionali, è diventato molto noto anche nel resto della regione e fuori. Cecchi è l’unico in zona, e uno dei pochi medici in Toscana, in grado di operare con il robot “Da Vinci” per la rimozione dei tumori (in particolare alla prostata): interventi che vengono eseguiti a Cisanello, dove c’è appunto il robot. Sempre a Cisanello, qualche anno fa, fece un intervento da record per togliere un tumore al rene.
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Dopo Cecchi, il secondo medico più pagato dell’ospedale Versilia è Giovanni Paolo Cima, primario di ostetricia e ginecologia: 157.409 euro dall’intramoenia. Anche in questo caso si parla di un medico conosciuto, da anni alla guida di un reparto importante dell’ospedale di Lido. Terza posizione per Franco Marsili, primario di dermatologia, con 140.391 euro; quarto posto, ma solo per un’incollatura, per Andrea Vento, primario di oculistica. Che con 91.217 euro supera di poche decine di euro il collega Mario Manca, direttore di ortopedia (91.062 euro). Più staccati Marco Arganini, direttore di chirurgia generale, e Giancarlo Casolo, a capo della cardiologia, che incassano dalle visite private rispettivamente poco più di 27mila e di 24mila euro. Altri primari assai conosciuti si piazzano in fondo a questa speciale classifica per il numero di prestazioni effettuate: ad esempio per Luigi Gagliardi, primario di pediatria, è di 143 euro l’incasso dalle visite private.
L’attività libero-professionale influisce, ovviamente, nello stipendio complessivo dei medici dell’Asl. Cecchi resta primo con 681.979 euro. Secondo ancora Cima, che nel 2014 ha percepito 271.620 euro: in questo caso l’intramoenia pesa più della metà. Al terzo posto si piazza ancora Marsili, direttore di dermatologia: 249.130 euro lordi il compenso del 2014. Vento, direttore di oculistica, ha incassato 220.530 euro lordi, mentre Mario Manca, a capo di ortopedia, si piazza dopo di lui con una cifra quasi pari di 200.111 euro. Sia Vento che Manca hanno visto il loro stipendio incrementato di quasi 90.000 euro grazie all’attività privata.
Al sesto posto la dottoressa Paola Lambelet, ex direttrice della medicina generale - è andata in pensione nell’estate scorsa - che ha chiuso il 2014 con uno stipendio di 160.601 euro lordi. Nel suo caso l’attività libero-professionale aveva portato un guadagno di poco più di 21.000 euro.
@matteotuccini
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