Toscana
Nelle prossime puntate racconteremo la pineta di Ponente e la Passeggiata
In stazione scendevano i divi, in pineta c’andavano le signore bene (ma anche Mina con il suo Massimiliano a vedere Masticabrodo e Fagiolino), e non parliamo della Passeggiata. C’era il Margherita ma...
In stazione scendevano i divi, in pineta c’andavano le signore bene (ma anche Mina con il suo Massimiliano a vedere Masticabrodo e Fagiolino), e non parliamo della Passeggiata. C’era il Margherita ma anche Il Manetti con i suoi 500, dicansi, 500 tipi di- versi di whisky, e il Casablanca cantato nella celebre canzone di Giorgio Gaber (e Sandro Luporini). Oggi raccontiamo cosa è stata la nostra stazione, poi narreremo la pineta di Ponente ed infine la Passeggiata.
Sono i simboli di un’occupazione, quella della microcriminalità e del supermercato dello spaccio. Della prostituzione e delle aggressioni. Vogliamo ricordare cosa hanno rappresentato per Viareggio, quante immagini ci rimandano a luoghi e momenti felici. Non solo per turisti e villeggianti, ma anche per noi viareggini. Gli arrivi e le partenze in stazione, dal militare all’università, dall’ultimo Interrail al primo colloquio di lavoro, dicono già tanto della nostra vita.
Oggi scesi dal treno si fugge. Come dalla pineta ci si allontana, appena calano le ombre. Ma una città non può perdere i suoi luoghi.
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