Maxi yacht rischia di sbattere in banchina
Il Commitment, battente bandiera inglese, è rimasto agganciato al corpo morto Ci sono volute due ore di lavoro per liberarlo e ripristinare il traffico portuale
VIAREGGIO. Il meccanismo del pronto intervento portuale ha funzionato alla perfezione e ha messo in mare tutto il lavoro necessario a superare l’incidente accaduto - intorno alle 9 di ieri mattina - al “Commitment”, mega yacht battente bandiera inglese.
L’imbarcazione, dopo aver mollato gli ormeggi dalla banchina "Pasquinucci" per uscire dalla darsena Italia - ha rischiato di urtare contro gli scali di alaggio del cantiere navale "Del Carlo" e la banchina "Rossi" dove stavano per iniziare le operazioni di varo di una nave del cantiere "Perini Navi".
Il comandante dello yacht, dopo aver impostato la manovra di uscita dalla darsena, si è accorto - così la ricostruzione fornita dalla Capitaneria dopo tutti gli accertamenti del caso - «che il motore aveva smesso di funzionare improvvisamente e che l'elica di prua non rispondeva più ai comandi». a quel punto non era più in grado di muoversi senza assistenza, con il rischio di andare davvero a sbattere.
Il personale della Capitaneria ed altri operatori portuali in quel momento presenti in banchina si sono accorti subito di cosa era successo: il maxi yacht aveva inavvertitamente preso nelle eliche le cime d'ormeggio e le catenarie di ferro utilizzate per i sistemi d'ancoraggio della banchina. Insomma, era rimasto agganciato al corpo morto al quale era ormeggiato.
Un inconveniente che può accadere a chi va per mare, ma quando coinvolge un’imbarcazione di quelle dimensioni rischia di provocare incidenti e danni seri.
La sala operativa della guardia costiera ha inviato sul posto un proprio mezzo per coordinare l'operazione di assistenza, avvalendosi anche dell'ausilio della motobarca 2044 della ditta Hobbymare e della squadra dei sommozzatori della società Underwater service.
Lo yacht è stato ormeggiato provvisoriamente all’altezza del fanale rosso, prima che potesse trovare un nuova collocazione.
Dopo circa due ore di intenso lavoro, che ha visto numerosi spettatori a bordo delle banchine, l'operazione si è conclusa positivamente grazie al coordinamento degli interventi tra tutti i soggetti coinvolti a favore del ripristino della normale circolazione in porto.
Un sistema, quello del pronto intervento per ogni eventualità che si possa verificare in un porto delle dimensioni di quello di Viareggio, che la Capitaneria - oggi guidata da Davide Oddone - ha più volte sperimentato con le periodiche esercitazioni che vengono eseguite, anche con il coinvolgimento degli operatori portuali e delle altre forze di polizia.
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