Sicurezza
Arrestato per furto a Lido, "ma era un errore"
L’uomo ora è libero. L'avvocato spiega: "Tutta colpa di una macchinetta difettosa"
LIDO DI CAMAIORE. "Il mio arresto è stato un errore: la colpa è del guasto della cassa automatica". Ad affermarlo - tramite il suo avvocato - è il quarantunenne finito ai domiciliari per un presunto furto commesso all’Esselunga di Lido sabato 12 marzo.
Secondo quanto afferma l’avvocato Franco Mastellone, l'uomo - che risiede a Firenze, è domiciliato a Pietrasanta e di professione fa il commercialista in un'azienda di Prato e non il commerciante - si è recato sì all’Esselunga, ma non ci sarebbe stato alcun furto.
«Il mio assistito - spiega il legale - si è recato alla cassa automatica per il pagamento della merce. Lì è avvenuto il guasto della macchinetta, che ha emesso uno scontrino di 57 euro, quando invece il valore complessivo dei prodotti era di 320 euro».
La sbarrettina che consente l’uscita dalle casse automatiche si sarebbe alzata. A quel punto l’addetto dell’Esselunga ha chiamato i carabinieri. «Ma non è affatto vero - dice l’avvocato - che i militari hanno fermato il mio assistito fuori dal supermarket. È stato lui stesso a rivolgersi all’Arma, sostenendo che l’apparecchio fosse guasto. Tanto da chiederne il sequestro. A riprova di questo - prosegue il legale - c’è il fatto che dall’Esselunga non è arrivata alcuna denuncia-querela per l’episodio, come sarebbe avvenuto nel caso in cui ci fosse stato un furto conclamato. L’aspetto curioso, se mi si passa il termine vista la delicatezza dell’accaduto, è che il mio assistito aveva 9.200 punti dell’Esselunga: per quale motivo avrebbe dovuto compiere un furto? Di conseguenza, possiamo definire chiarita la vicenda, sicuramente spiacevole. Tant’è vero che il mio assistito ora è libero».
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