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toulouse-lautrec a “le rire”

Apertura con il botto per il Museo della Satira

Apertura con il botto per il Museo della Satira

FORTE. Una piccola grande mostra – Toulouse-Lautrec a “Le Rire” – quella che si apre stasera, alle 18, nelle sale del Museo della Satira a Villa Bertelli. Per la delizia di chi ama un artista...

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FORTE. Una piccola grande mostra – Toulouse-Lautrec a “Le Rire” – quella che si apre stasera, alle 18, nelle sale del Museo della Satira a Villa Bertelli. Per la delizia di chi ama un artista innovativo e geniale come Henry de Toulouse-Lautrec verranno proposti, infatti, i disegni che tra il 1894 e il 1897 realizzò per il settimanale satirico “Le Rire”, producendo meravigliose illustrazioni nelle quali ritrasse le numerose celebrità del mondo dei cabaret nonché scene di vita sociale parigina. Disegni famosissimi come il suo folgorante ritratto di Yvette Guilbert, celebre cantante del Moulin Rouge che ispirò tanti artisti della Belle Èpoque, i cui i lunghi guanti neri arrivano a vivere di vita propria o come le caricature dei personaggi del Noveau Cirque che rivaleggiava nei tutto esaurito serali con i più celebrati locali di Montmartre: dalla pagliaccia Cha-U-Kao, dal ciuffo grottesco e infiocchettato ai due clown Footit e Chocolat che furono immortalati anche in sei tra i primi film dei Fratelli Lumiere e che torneranno nei cinema ai primi di aprile con una pellicola con Omar Sy e il nipote di Chaplin.

La mostra, offerta come avvio del cartellone 2016 dal Museo della Satira, proporrà non solo le litografie originali del giornale (tutte appartenenti alla collezione del Museo) ma anche una serie di ingrandimenti per permettere di godere appieno la grande arte di Lautrec, dai dettagli, agli amici e ai personaggi di contorno che disseminava nelle sue opere. Inoltre – attraverso una galleria di rare fotografie d’epoca - sarà possibile scoprire chi erano questi memorabili protagonisti della vita parigina di fine Ottocento che ispirarono Lautrec, e comprendere l’atmosfera di quegli anni grazie a una serie di approfondimenti che avvicineranno il visitatore a quei personaggi che l’artista amava e ammirava.

«Non è la prima volta che come Museo della Satira e della Caricatura offriamo in mostra opere satiriche di artisti celeberrimi anche nel mondo più vasto dell’Arte – spiega il presidente del Museo Enrico Ceretti - ma stavolta siamo rimasti affascinati e coinvolti in una storia bellissima che ci ha coinvolto anche emotivamente».

Toulouse-Lautrec fu uno straordinario innovatore della pittura e soprattutto della grafica portando la sua arte ad un piano allora sconosciuto agli altri impressionisti. Pochi semplici tratti – spesso fatti all’impronta sul tavolo di un café chantant o nelle maison closes - per cogliere attimi, forme, movimenti, ma soprattutto gioie e drammi. Lo spirito caustico che l’aveva indotto a riempire albi e quaderni di vignette e caricature fin da bambino non lo abbandonò mai, tant’è che non dipinse mai paesaggi perché era innamorato della figura umana. Tormentato per tutta la vista da problemi di salute (morì nel 1901 a soli 37 anni) Toulouse-Lautrec cercò di vivere appieno la vita più vera, quella della gente ai margini della società come le cantanti e le ballerine dei café-chantant, i clown o le prostitute, che ritrasse con i suoi tratti sapienti e “caricati” – come si vedrà in mostra - ma sempre caratterizzati da forte empatia, mentre alla ricca borghesia riservò lo sguardo più ironico e sferzante. La mostra resterà aperta fino ai primi di giugno.

Angelo Petri

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