Il Tirreno

Versilia

Polo Nautico, appello al sindaco: si guardi al futuro dell’area

di Donatella Francesconi
Polo Nautico, appello al sindaco: si guardi al futuro dell’area

Presidio dei lavoratori ieri davanti all’azienda nautica Tra pochi giorni SanLorenzo lascia la Darsena

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VIAREGGIO. «Stiamo assistendo con molta preoccupazione ad un esodo incentivato dalle aree Polo Nautico da parte di imprenditori che dovevano e potevano delineare il futuro della nautica viareggina». È chiaro l’allarme lanciato dai lavoratori di Polo Nautico e dalla Fiom Cgil: «Si poteva creare seriamente una situazione tale da garantire il lavoro per molti anni, ma invece si è voluto - e si insiste - creare le condizioni per cui un concorrente scomodo se ne dovesse andare».

Il caso è quello di SanLorenzo che ha lasciato la produzione in ferro avviata nei capannoni Fipa. «E questo - dicono Mauro Rossi, segretario provinciale della Fiom Cgil e Nicola Riva, responsabile Versilia - avviene grazie a chi non gli ha concesso gli spazi per poter lavorare e produrre». In uno dei capannoni di Fipa - spiegano i sindacalista - c’è da tempo immemorabile un’imbarcazione da 84 metri che non è terminata e che non può essere spostata. «Grazie ai soci del Polo, che bramano esclusivamente di poter frazionare le aree e le concessioni demaniali, si è bruciata la più grande opportunità che fosse capitata da diversi anni a questa parte», è l’analisi netta della Fiom.

Così «si sono svuotati i capannoni in attesa del frazionamento e di una successiva rivendita con speculazione annessa, con l'amministrazione comunale schierata in favore della spartizione dell'area demaniale». Oggi l’Autorità portuale - che nel gennaio 2015 ha detto no al frazionamento - è chiamata a rimettere in discussione quella decisione. Per la Fiom l’unico futuro possibile è «ripartire da un piano di politica industriale per l'area del Polo, potendo offrire a quegli imprenditori interessati - e ce ne sono - un pacchetto che comprende una filiera qualificata per ciò che riguarda la produzione e un nucleo consistente di lavoratori professionalmente validi in grado di strutturare qualsiasi attività di costruzione con tempi di avviamento brevissimi».

Da qui l’appello al sindaco Del Ghingaro «perché vengano assunte, attraverso un confronto serio tra tutti gli attori sociali ed istituzionali, le scelte migliori per lo sviluppo delle aree demaniali, del futuro di Viareggio e della sua cantieristica. Senza ricatti e senza veti».

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