Il Tirreno

Versilia

Il ladro si presenta due volte in un’ora

di Donatella Francesconi
Il ladro si presenta due volte in un’ora

Preso di mira all’alba il negozio di modellismo in piazza Brin Il titolare: quando sono arrivato mi ha tirato contro un sasso

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VIAREGGIO. I colpi che rimbombano, ripetuti con forza, quando ormai albeggia ed il ladro è tornato al negozio per la terza volta, ben deciso ad avere ragione della porta blindata che non riesce a sfondare. È l'elemento che più colpisce nelle immagini delle telecamere del negozio di fotografia e modellismo "MyModelMarket" di piazza Brin, in Darsena, che ha vissuto una notte movimentata come altri esercizi commerciali in centro città. Il primo tentativo di forzare la porta blindata avviene intorno alle quattro e mezzo del mattino. Le telecamere, interne al locale, mostrano un'ombra all'esterno, dove una persona - divelto il coperchio di un tombino - usa lo strumento come "mazza" per tentare di sfondare il vetro della porta, che si scheggia ma non cede.

Alle 4,40 un vicino chiama il 112, il numero dell'emergenza dei carabinieri. Immediato l'allarme anche per il titolare dell'attività di fotografia e modellismo, Sandro Bertozzi. «Quando sono arrivato in piazza ho verificato che la porta aveva tenuto e una volta completato il verbale con i militari sono rientrato a casa», racconta Bertozzi al "Tirreno".

Dormire, però, è difficile: «Più che altro per la rabbia…», continua il commerciante. Così Bertozzi decide di accendere il computer e collegarsi con le immagini che le telecamere interne al negozio rimandano on line: «Non so perché mi è venuto in mente…Forse perché ormai ero sveglio…». E arrabbiato. Molto arrabbiato.

Quando, un'ora dopo, le immagini rimandano quello che sta accadendo fuori dal negozio Bertozzi non crede a quello che vede: «Non potevo far finta di nulla e sono partito a corsa…Più che altro per la rabbia…». Il ladro - che nelle immagini sembra indossare una parrucca - è di nuovo in azione, questa volta nel tentativo di spaccare la porta a vetri con un grosso sasso. Immaginando che, una volta scheggiato il vetro con il coperchio dal tombino, avere ragione della porta sarebbe stato un gioco da ragazzi. A sentire i colpi è, di nuovo, un vicino.

Immediato il nuovo allarme per i carabinieri. Quando arriva in piazza Brin, Sandro Bertozzi trova il ladro che si è nascosto, ma neppure troppo: «Sul momento non ho capito subito che era lui...». Gli sguardi si incrociano e basta un attimo perché sia tutto chiaro: il commerciante vede volare un sasso e fa appena in tempo a schivarlo. Per poi mettersi a rincorrere l'uomo che si infila in pineta: «A quel punto, però, mi sono fermato…Nella parte di pineta che dà verso lo stadio c’è un vero e proprio bosco...Entrano ed escono: può esserci davvero di tutto lì dentro».

Resta la frustrazione. Non solo per il tentato furto subito perché tanto non è la prima volta. «Il vetro antisfondamento è stato la conseguenza del furto che abbiamo subito - ricorda Bertozzi - un anno fa». Era la notte dell’ultimo dell’anno ed i ladri che visitarono il negozio in Darsena portarono via un po’ di tutto: «Da quella volta ci siamo organizzati. Ed il vetro ha tenuto. Anche se per ripararlo, dopo il tentato colpo dell’altra notte serviranno dai mille ai millecinquecento euro».

Frustrazione che va oltre l’episodio notturno in sé. Perché in piazza Brin «negli ultimi dodici-quindici mesi non si vive più». Residenti e negozianti raccontano del pressing quotidiano che subiscono per la presenza degli spacciatori, ma anche di quello che accade nelle abitazioni vicine, dove risiedono numerosi transessuali brasiliani e dove, appena qualche mese fa, è avvenuta un’aggressione a colpi di coltello.

Anche qui, come in altre parti della città, la considerazione finale è la stessa: «A chiudere il negozio dopo le diciannove abbiamo paura».

I commercianti hanno più volte chiamato i carabinieri, che hanno anche seguito appostamenti all’interno dei negozi. Ma la vicina pineta rende tutto più complicato, perché è un continuo via vai dalla piazza al folto del bosco dove si può nascondere di tutto.

«Caro "amico" che stanotte hai tentato invano di sfondare la porta del mio negozio per ben due volte.. La prima ti era andata di lusso, la seconda mi sei scappato di mano per un pelo.. Ti prego se vogliamo essere amici mi devi dare la rivincita», è il messaggio che Bertozzi affida a Facebook per chiudere la giornata.

Ironia viareggina, ma con tanta amarezza...

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