Il Tirreno

Versilia

Cerpelli in assemblea permanente

L’hanno deciso i 30 lavoratori: la dirigenza Finder pensa solamente a chiudere

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QUERCETA. Tornio e frese della ex Cerpelli Pompe di Querceta si spengono. Dallo stabilimento celeste di via Biagioni non uscirà più nessun prodotto, per il momento. Questa volta per scelta dei trenta operai, che hanno deciso di incrociare le braccia e proclamare lo sciopero e l'assemblea permanente. «Ci fanno solo proposte indecenti, e la loro soluzione è solo una: chiudere lo stabilimento» dicono. «Abbiamo avuto un incontro lunedì con i dirigenti di Finder che si è rilevato inutile», racconta Alessandro Lenzoni, dipendente alla ex Cerpelli (che fa capo alla società Finder di Lecco) e rappresentate sindacale. «Continuano a dire che non ci sono le condizioni per tenere aperto e propongono un incentivo all'uscita che è un'elemosina. Non vengono considerate le reimmissioni in questo mercato difficile, mentre noi reputiamo che vadano presi in considerazione gli ammortizzatori sociali, o i contratti di solidarietà, che permetterebbero in un certo modo di congelare la situazione negativa del mercato per poterci riprendere. Anche se tutto ciò continua a non tornare, poiché il nostro stabilimento ha dato risultati più che sufficienti fino al 31 dicembre 2015».

Così 30 persone sono senza lavoro. Fino ad oggi, alla Cerpelli Pompe, si è continuato a lavorare. Poco, «quello che concedeva Finder» spiegano gli operai, ma si lavorava. Lo sciopero andrà avanti «con modalità articolate e improvvise, con il blocco completo delle attività produttive compreso carico e scarico delle merci, pronti in caso di forzature della direzione alla proclamazione dello sciopero a oltranza».

Poi «proclamazione dell'assemblea permanente dal 29 marzo con l'interruzione di tutte le attività aziendali, fino al raggiungimento di un risultato apprezzabile».

Insomma, un'azione tosta ma dettata dalle vicissitudini, per «far riflettere i dirigenti di Finder sulle loro posizioni rigide che hanno tenuto fino ad oggi» prosegue Alessandro Lenzoni. Ci sentiamo traditi dall'azienda con la quale abbiamo lavorato con sacrificio fino a fine 2015 anche nelle festività, e adesso in cambio non ci danno prospettive».

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