Il Tirreno

Versilia

Cave, dopo Pomezzana tocca a Cardoso

di Tiziano Baldi Galleni
Cave, dopo Pomezzana tocca a Cardoso

Protesta dei residenti contro un sito estrattivo della famosa pietra che si trova solo in questa area delle Apuane

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CARDOSO. Il caso di cava La Ratta a Pomezzana - attualmente bloccata dallo stesso sindaco di Stazzema Maurizio Verona - ha provocato la reazione a catena e un'altra comunità stazzemese protesta per una cava.

Questa volta si punta il dito contro un sito estrattivo di pietra di Cardoso, e sono gli abitanti delle frazioni di Pruno, Volegno e Cardoso.

Si tratta della cava recentemente aperta di fronte al Palazzo della Cultura. «Ciò che maggiormente ci ha sorpreso - scrivono in un comunicato i cittadini - è il fatto che tutti gli abitanti del paese, a partire dall'assessore comunale Marco Viviani, abbiano denunciato all'attenzione dell'opinione pubblica e degli Enti preposti un'attività che metterebbe a rischio la loro comunità, dimostrando così ammirevole senso civico. Perché tale iniziativa non è stata presa dai consiglieri e dagli abitanti residenti nella nostra vallata? Anche qui, infatti, esiste un problema derivante dall'apertura di una nuova cava che interessa il corso del canale della Sanpiera, a poche decine di metri dall'abitato di Cardoso».

Non è la prima volta che gli abitanti di questa vallata manifestano la loro contrarietà all’intervento.

«Già nel 2009 la comunità di Pruno aveva espresso un parere scritto al parco delle Alpi Apuane e al Comune di Stazzema circa la proposta di riperimetrazione delle aree estrattive destinate al settore lapideo - prosegue la nota – in tale documento, la comunità di Pruno proponeva la continuazione delle attività estrattive in siti già esistenti, da svolgere in quantità limitate sulla base di progetti condivisi anche con gli abitanti del paese e nell'interesse degli stessi». E sottolineava «la necessità di suggerire all'Amministrazione Comunale di Stazzema un'ulteriore riduzione dell'area estrattiva di Cardoso sud», ovvero l'area oggetto del nuovo insediamento estrattivo.

Quest'anno ricorre il ventennale dell'alluvione che il 19 giugno 1996 distrusse il paese di Cardoso e mise in ginocchio l'intera valle, oltre a provocare la morte di quattordici persone: un monito per il futuro che non va sottovalutato.

«Come appena ricordato, noi non siamo contro l'attività estrattiva regolamentata, ma lo siamo in maniera ferma e netta - concludono i paesani - contro questo nuovo scempio. Una zona caratterizzata da versanti così scoscesi, attraversata da un canale, a ridosso del fiume Vezza, classificata di pericolosità elevata, vicina all'abitato, rischia, a causa della nuova cava, di diventare un serio rischio per le persone che abitano quella zona».Fronti aperti un po’ ovunque, da Pomezzana a Cardoso. Ed in attesa che si risolva l’antica questione degli usi civici sull’Altissimo con la Henraux.

Intanto i dati ufficiali di Marmo Macchine Carrara confermano che il 2015 è stato un anno record per l’esportazioni di marmi e pietre naturali. Quasi 2 miliardi di export nazionale.

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