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Società riorganizzate il Pd emenda ma si astiene

Società riorganizzate il Pd emenda ma si astiene

Del Ghingaro: decisioni responsabili finalmente prese a larga maggioranza Il centrodestra annuncia di star valutando di ricorrere ai giudici del Tar

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VIAREGGIO. Gli emendamenti del Partito democratico - sono le parole del sindaco Giorgio Del Ghingaro dopo un’ora e mezza di consiglio comunale - «mi fanno piacere. Dai gruppi di centrodestra, invece, non ho sentito una proposta». Si sviluppa così un lungo consiglio che ha al centro le decisioni dell’amministrazione comunale in materia di società partecipate da riorganizzare visti i due fallimenti (Patrimonio e Versilia Viareggio Congressi) e liquidazione della Viareggio Porto. «Ci saranno quattro grandi aree», è la sintesi del sindaco a consiglio terminato: «Territorio e mobilità; ambiente e rifiuti; cura della persona; cultura. Un percorso di razionalizzazione che porta ad avere un controllo chiaro sulle società del Comune di Viareggio».

Più ampio è il consenso «e più facile è uscire dal congresso...», è il lapsus del consigliere Giuseppe De Stefano (Viareggio Democratica). Che intendeva dire «dissesto», ma al centro della presa di misure che si è vista ieri in Municipio c’è inevitabilmente il congresso del Pd, fissato per il 9 aprile.

Così come centrale è stata, nella scelta del sindaco di accogliere e far votare gli emendamenti, la questione del che fare con i lavoratori della Viareggio Patrimonio. Diventata talmente pressante, in vista della scadenza dell’esercizio provvisorio della società (il 31 marzo) che - nell’interruzione per l’incontro Del Ghingaro-capigruppo - il sindaco ha dichiarato di dover inviare, nello stesso pomeriggio, i provvedimenti approvati al curatore fallimentare. Respingendo così la proposta del centrodestra, ma anche del Pd: fissare un nuovo consiglio per venerdì, così da portare in approvazione delibere per le quali fosse superato lo scoglio del parere contrario dei revisori dei conti del Comune. Parere che finisce ora sul tavolo del curatore fallimentare e poi del giudice del Tribunale di Lucca. E, probabilmente, anche su quello dei giudici amministrativi del Tar Toscana. Perché il centrodestra sta valutando di impugnare le delibere. Come ha annunciato in serata Massimiliano Baldini (Movimento cittadini).

«Stamani c'è stata la possibilità di approfondire, almeno con una parte dell'opposizione. C'è stato senso di responsabilità, con decisioni prese a larga maggioranza», è la sintesi del primo cittadino. Al quale risponde il capogruppo del Pd, Luca Poletti: «Non stiamo discutendo dell’ingresso del Pd nella maggioranza». E nemmeno della fiducia all’amministrazione comunale - Poletti ha voluto sottolinearlo nello spiegare i moti del voto sugli emendamenti insieme alla maggioranza, ma non sulle delibere pur emendate: «Chiediamo la conformità di tutti i pareri. Ma se non c’è, allora il nostro non può essere un voto favorevole, ma astensione». Così le delibera sono state approvate con 14 sì della maggioranza, 6 no (Forza Italia, Lega, Movimento cittadini, Movimento Cinque stelle) e 4 astensioni (Pd e Gruppo misto, con solo Stefano Pasquinucci in aula ieri).

«Cosa significa astenersi? - ha chiesto Stefania Carraresi (lista Del Ghingaro), presidente della commissione bilancio rivolta al Pd -. La responsabilità è di tutti...». (d.f.)

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