Il Tirreno

Versilia

Illuminazione: arriva Enel Sole

di Donatella Francesconi
Illuminazione: arriva Enel Sole

Annunciato in consiglio comunale il project financing che coinvolge Mover e la società nazionale dell’energia

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VIAREGGIO. «Cambiare per la prossima primavera le palle ai lampioni della Passeggiata» è l’obiettivo annunciato al consiglio comunale di ieri dall’assessore Alessandro Pesci. Col piglio di chi maneggia i meccanismi delle pubbliche amministrazioni come il più esperto dei giocolieri, Pesci ha spiegato nel dettaglio il progetto già avviato.

L’illuminazione pubblica passa dalla Viareggio Patrimonio a Mover con la delibera approvata ieri in consiglio, nonostante sulla stessa gravi il parere contrario dei revisori dei conti del Comune. Ed insieme al servizio, 13 dipendenti della Patrimonio andranno a lavorare negli uffici della società della sosta pubblico privata, con sede in via Regia. «Abbiamo scelto di metterci una “pezza” - spiega Pesci - per un periodo di tempo modesto». La delibera che trasferisce la gestione dell’illuminazione a Mover, infatti, definisce «un affidamento-ponte», aveva spiegato poco prima di Pesci l’assessore Laura Servetti. Perché l’amministrazione - così ha annunciato Pesci - «sta già lavorando con Enel Sole per un’operazione di project financing», utile anche a «depotenziare eventuali ricorsi della società presente sul territorio di Viareggio».

L’ipotesi è quella di «un project tra Mover Spa ed Enel Sole Spa» e l’amministrazione Del Ghingaro «ha già ricevuto nei giorni scorsi una manifestazione di interesse». Enel Sole - società del Gruppo Enel da 2.150.000 punti luce installati, 3.750 comuni gestiti, 180 milioni di euro di fatturato - «sta certificando le qualità di Mover secondo i parametri utilizzati per le proprie società». Ed entrambe le società «si impegnano a verificare la localizzazione degli impianti, la loro qualità e gli interventi da fare».

A giugno l’amministrazione comunale - così la tempistica descritta da Pesci - «approverà il project nell’ambito del Programma per le opere pubbliche. A settembre-ottobre il consiglio comunale potrebbe dichiarare la pubblica utilità». Successivamente si passa alla «gara, alla quale possono presentarsi eventuali competitors». Nel caso l’offerta degli avversari si riveli migliore, Enel Sole «ha diritto di prelazione...Un vantaggio, insomma, avendo fatto una spesa per la il progetto».

È lungo questo percorso che Pesci si augura di arrivare a poter cambiare le “palle” dei lampioni della Passeggiata: «Dove abbiamo 61 pali per sei lampade ed oggi 49 sono bruciate e non possiamo sostituirle perché none esiste più l’impresa che realizza questo prodotto».

In realtà la scelta del project, normativa alla mano, risolve anche un altro problema, ben più pressante per l’amministrazione. Data per fallita la Viareggio Patrimonio, a chi passa la proprietà dei pali della luce? Lo strumento scelto dall’assessore Pesci offre la soluzione: nel caso delle operazioni di project che non garantiscono un ritorno adeguato per l’investitore (opere tiepide o fredde), la pubblica amministrazione - per assicurare l’equilibrio del privato concessionario - invece di erogare un contributo pubblico in denaro ha facoltà di cedere diritti di proprietà o diritti di godimento di beni.

Di certo l’abbinamento Mover-Enel Sole risolve alla società pubblico-privata (Comune-Impresa Del Pistoia) tutta la messa in opera di quella parte di contratto derivante dalla parziale privatizzazione (2012) che affida a Mover l’installazione del wi-fi e la trasformazione di Viareggio di città a misura di telematica (smart-city). Anche se al momento l’operazione di project non è nel Piano industriale Mover 2016-2018, approvato come parte integrante della delibera.

«Con il nostro emendamento, votato dalla maggioranza - è la voce del capogruppo del Pd, Luca Poletti - lo scenario del project viene annullato». Una delle modifiche apportate al testo originario è, infatti, la natura «provvisoria» dell’affidamento «in attesa dell’espletamento della gara per il servizio della pubblica illuminazione». Gara che preveda «la clausola di salvaguardia per i lavoratori». E che - spiega Poletti al “Tirreno” - «deve essere espletata dal Comune e non certo da Mover, come avverrebbe nel caso della soluzione prospettata di project-financing»

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