Il dolore
IL LUOGO PERFETTO PER DIRE BASTA
di LUCIANO MENCONI Se c’è un posto dal quale Viareggio deve ripartire se vuole tornare ad essere la città che era, non c’è dubbio, è la piazza della stazione. Non solo perché – come in tutte le...
di LUCIANO MENCONI
Se c’è un posto dal quale Viareggio deve ripartire se vuole tornare ad essere la città che era, non c’è dubbio, è la piazza della stazione. Non solo perché – come in tutte le località – è il biglietto da visita che si presenta ai turisti che arrivano in treno. Ma per molto di più: dopo il 29 giugno 2009, quello è un luogo simbolo, un po’ il cuore della città. Che dovrebbe essere accudito, trattato come uno spazio prezioso, preservato da ogni forma di degrado. E invece è lo specchio delle condizioni disastrate in cui versa l’ex perla del Tirreno.
L’iniziativa promossa da un gruppo di cittadini dopo l’aggressione ai danni della campionessa di canottaggio Arianna Mazzoni è un segnale importante. Indica la volontà, il bisogno, la voglia dei viareggini di tornare a vivere in una città sicura, a misura di famiglie, dove una ragazza possa tornare a casa la sera senza paura di essere rapinata.
Sono stati bravi i promotori dell’appuntamento di ieri a non farsi strumentalizzare da nessuno, a cominciare da chi di mestiere soffia sul fuoco dell’insicurezza alimentando tensioni invece che cercare di risolvere i problemi.
Su Facebook e sui giornali si era presentata come una manifestazione spontanea e come tale si è svolta. La partecipazione è stata tutt’altro che modesta: centinaia di persone. A dimostrazione che almeno una parte della città ha capito che se si vuole che Viareggio torni ad essere bellissima non si può non impegnarsi, in qualche modo, in prima persona. Anche uscire tutti insieme a prendere un caffè come quello offerto dal bar della stazione ieri sera può essere un modo per dire basta, riprendiamoci la nostra città. Un messaggio che speriamo possa fare breccia anche in chi ieri non ci ha creduto ed è rimasto a casa.
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