Il Tirreno

Versilia

Henraux, verso un accordo storico

di Tiziano Baldi Galleni
Henraux, verso un accordo storico

Potrebbe essere chiusa la causa partita nel 1988 sulla proprietà delle terre e delle cave più preziose dell’Altissimo

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SERAVEZZA. Il contenzioso per gli usi civici della montagna di Seravezza potrebbe arrivare ad una svolta. Tra i terreni contesi c'è il maestoso monte Altissimo, con le sue preziose cave, le Cervaiole, il monte Carchio, il monte Cavallo e le Gobbie. Si è infatti arrivati ad un passo epocale: gli amministratori di Heranux Spa e i cittadini della montagna seravezzina si sono seduti ad un tavolo con l'intento di scendere a patti. L'Asbuc (amministrazione separata beni uso civico) della montagna di Seravezza - che rappresenta i paesani delle frazioni collinari - ha già avanzato la sua proposta alla grande società lapidea di Querceta.

«L'ampio territorio, quasi dieci chilometri quadrati, può essere equamente diviso fra le parti tenendo conto delle esigenze estrattive e finanziarie di Henraux e della vocazione Asbuc di far rinascere l'economia agro silvo pastorale in montagna» scrivono i consiglieri dell'Asbuc in un comunicato - inoltre si è parlato di un compenso economico equivalente del valore di una cava attiva, tale da poter inizialmente creare un input di avvio delle attività economiche. Questo è il punto di partenza, non ci nascondiamo le difficoltà, ma siamo certi che anche l'azienda avrà tutto l'interesse a chiuder una partita che dura dalla fine del Settecento».

Il contenzioso è approdato a Roma al tribunale per gli usi civici nel 1988. Le comunità montane di Seravezza rivendicano la titolarità di quelle terre come di uso civico, e non di Henraux Spa che di fatto ne esercita la proprietà da decenni. Nel 2014 si è giunti ad una sentenza, ma parziale: il giudice è riuscito a ricostruire- grazie alle perizie - che solo 172 ettari su 540 erano di proprietà dell'Henraux; il resto andava ancora approfondito e sentenziato in seguito.

Il 18 marzo alla Pubblica Assistenza di Basati si è tenuta una assemblea con gli utenti dell'Asbuc Montagna di Seravezza nella quale il consiglio ha informato la popolazione dello stato della trattativa con Henraux.

«Abbiamo illustrato brevemente lo stato dell'arte e quale siano le nostre posizioni, ma credo che occorra ricordare che da quasi 10 anni - dicono - ci battiamo quotidianamente per riaffermare i diritti che le popolazioni hanno su gran parte dei territori montani del Comune di Seravezza». E adesso gli abitanti della montagna sono ben lontani da quando tutto ebbe inizio.

Sono riusciti a far riconoscere e creare l'Asbuc che amministra le prime - poche - terre che sono già state riannesse ad uno civico.

La stessa Asbuc ha inoltre creato di recente una sua costola: una cooperativa di lavoro agricolo-forestale, la Mulattiera, «che attualmente ha una decina di soci - fanno sapere - dei quali cinque lavorano stabilmente sia alla manutenzione che alla ripresa di colture nel nostro territorio».

Infine adesso sono diventati un interlocutore, sia per i cittadini, che per Henraux che potrebbe decidere di scendere a patti, mentre in precedenza aveva posizioni più rigide.

Anche l'amministrazione di Ettore Neri ha sempre seguito la questione da vicino.

«Dopo la sentenza parziale del 2014 le parti, con noi e la Regione, hanno considerato opportuno fare - ha spiegato l'assessore Valentina Salvatori - un ultimo tentativo di percorso transattivo per trovare un accordo. Noi esprimiamo soddisfazione per questo sforzo, anche perché era la conclusione che da anni proponiamo in questo contenzioso, essendo la migliore soluzione per l’azienda per continuare l’attività estrattiva, e per l’Asbuc della montagna di poter avviare un’economia di tipo alternativo sostenibile sui terreni boschivi e di uso civico».

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