La manifestazione
Troppi due progetti per dotare Forte di defibrillatori
FORTE DEI MARMI. «Chi troppo vuole nulla stringe», recita un antico adagio popolare e ci pare il caso di applicarlo – a Forte dei Marmi – ai recenti progetti per distribuire in città una rete di...
FORTE DEI MARMI. «Chi troppo vuole nulla stringe», recita un antico adagio popolare e ci pare il caso di applicarlo – a Forte dei Marmi – ai recenti progetti per distribuire in città una rete di cardio defibrillatori automatici e preparare anche un numero adeguato di cittadini a poterli poi utilizzare in caso si trovino a constatare un grave attacco cardiaco di qualche concittadino o turista. Nel volgere di quindici giorni sono stati presentati ben due progetti diversi e autonomi. Il primo è stato quello avanzato dalla sezione di Forte della Società nazionale di salvamento e si chiama “Un cuore di mare” con l’obiettivo di mettere per le strade del paese questi “salvagenti di terra” che sono i defibrillatori semiautomatici, grazie al cui uso nel caso di arresto cardiaco si può elevare la sopravvivenza dell’infartuato fino al 75%. L’altro - “Forte dei Marmi: una vacanza sicura per te ed il….tuo cuore” - porta invece la firma della Croce Verde ed è stato illustrato la settimana scorsa in un’assemblea pubblica, a dire il vero non troppo affollata - fatto che ha suscitato anche le rimostranze degli stessi dirigenti della pubblica assistenza cittadina - e che vedrebbe l’installazione di una serie di totem stradali attrezzati.
Due iniziative di questo tipo, però, è opinione comune in paese che siano troppe, sia perché se dovrà essere la città a finanziare l’acquisto mediante donazioni di cittadini e operatori commerciali e turistici non si potrà insistere per una sorta di rete duplicata. E sia perché anche nel caso il Comune decidesse di dare una mano in tal senso non potrebbe finanziare entrambe le proposte. Tutto questo senza contare poi chi dovrà gestire la formazione dei cittadini che potranno usufruire dei Dae “pubblici”.
Un appello in tal senso è già partito sui social network affinché sia il Comune a prendere le redini delle due proposte e favorisca o la fusione delle due iniziative o ne proponga una terza che possa suscitare la collaborazione di tutti e magari integri in questa rete gli apparati Dae già presenti nei bagni, in qualche impianto sportivo e presso Polizia e Carabinieri.
Angelo Petri
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