La manifestazione
No polemiche? C’è quasi stupore
Ma Luca Garfagnini è tranquillo: «Prima o poi arriveranno anche quelle»
QUERCETA. Mentre a festeggiare sono i contradaioli giallo-verdi del Ranocchio portando in trionfo la cantautrice versiliese Giulia Mutti sulle note del suo "Facile!" con cui si è aggiudicata l'ambita Lira d'Oro, chi tira un sospiro di sollievo e si gode il meritato successo di questa 59esima edizione del "Miccio Canterino" è il nuovo consiglio della Pro Loco di Querceta guidato dal presidente Luca Garfagnini.
Eletto pochi mesi fa, il gruppo di lavoro dell'ente quercetano si è rimboccato le maniche per consegnare al pubblico del Palio dei Micci una manifestazione d'ouverture di primo livello: l'obiettivo, chiaro fin dall’inizio, era quello di eguagliare quantomeno il successo delle due ultime edizioni (quelle che hanno portato la firma dell'allora presidentissimo Franco Burroni).
E adesso, appena archiviate le tre serate del Festival, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: sold out sfiorato nei primi due appuntamenti della kermesse (ad essere riconsegnati sono stati circa un centinaio di biglietti rimasti invenduti) e un tutto esaurito annunciato fin dalla prevendita nella finalissima di sabato sera.
Se a tutto questo si aggiunge anche una nuova conduzione, quella di Serena Boldrini, particolarmente apprezzata dal pubblico per l'energia e la grinta dimostrata sul placo e alcune novità introdotte proprio dalla "nuova" Pro Loco (come ad esempio il riproporre in chiave amarcord i vecchi successi del Miccio Canterino) non resta che una conclusione: questo 2016 è iniziato nel migliore dei modi.
Presidente Garfagnini, si può dire che gli obiettivi sono stati rispettati?
«Rispettati in pieno, anzi direi che per molti versi queste tre serate di Micci sono andate ben oltre le nostre aspettative. Come o Pro Loco e, in prima persona, come presidente non potevamo veramente chiedere di meglio. È stato un primo passo importante, l'organizzazione ha retto benissimo anche di fronte ad una richiesta di pubblico così massiccia: era la nostra prima volta da responsabili anche se diversi di noi, me compreso, abbiamo a che fare con la Pro Loco da parecchio tempo. Non resta che sperare che anche i prossimi appuntamenti seguano questa linea garantendo a noi e ai contradaioli un bell'anno di Palio».
Per la prima volta lei è salito sul palco come presidente e non al fianco di Franco Burroni (di cui è stato responsabile Palio per tutta la sua presidenza): come si è trovato in questi nuovi panni? «Mi tremavano le gambe, lo ammetto: quando mi sono trovato davanti questo muro di 1500 persone è stato un bell'ostacolo da affrontare emotivamente. Aver affiancato Franco (Burroni, ndr) così a lungo mi ha dato una mano, ma anche presentare Miss Palio l'anno scorso mi ha aiutato a rompere il ghiaccio: poi una volta superato quel primo minuto di tensione mi sono lasciato andare. Sono nato e cresciuto nel Palio, coi contradaioli mi sono presto sentito a mio agio: e poi il trucco secondo me è far bene il nostro dovere, ma senza prendersi troppo sul serio. E credo che questo sia stato apprezzato».
Il Festival è stato un successo al botteghino, nonostante i tempi di prevendita più a ridosso dell'evento: si aspettava questa risposta dal pubblico? «Sinceramente sì, non ho mai creduto che i tempi fossero un problema: il bacino di pubblico del Palio è saldo ed è rimasto tale in tutti questi anni per cui confidavo, e ha ragione, che le persone si attivassero più in fretta per cercare i biglietti. Il nostro spettatore è il contradaiolo, e conoscendo la passione che lo muove non avevo paura di questo: anche ad un torneo di bocce tra le contrade ci sarebbe stata grande affluenza».
Il timore di ogni Pro Loco sono le proteste, quest'anno non ce ne sono state.
«Sono rimasto sbalordito anche io: forse è perché sono ancora "nuovo" come presidente. Scherzi a parte, ci è andata bene ma prima o poi ci saranno, non mi faccio illusioni: quando arriveranno le affronteremo come sempre si è fatto».
(g.b.)
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