Il Tirreno

Versilia

Tremila licenze a rischio Gli ambulanti si ribellano

di Matteo Tuccini
Tremila licenze a rischio Gli ambulanti si ribellano

Tra pochi mesi i posti nei mercati verranno assegnati con una gara pubblica Si pensa a criteri che favoriscano chi c’è ora, ma alcuni Comuni hanno detto no

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VIAREGGIO. «Quasi quasi chiudo il negozio e vado a fare il venditore ambulante. Così guadagno di più». Quante volte i commercianti, esasperati da tasse e burocrazia, hanno fatto questa sparata. E qualcuno l’ha anche realizzata. Ma con la bufera che sta per arrivare sui mercati cittadini o rionali cambieranno presto idea. Nel maggio del 2017 scadranno tutte le licenze che permettono ai venditori ambulanti di occupare il posto in questa o quell’area mercatale: in Versilia sono circa tremila (stima della categoria). Con lo stesso venditore che spesso ha più di un posto, anche nello stesso Comune. A differenza del passato, però, non ci sarà rinnovo a favore dell’ambulante uscente: si dovranno fare delle gare pubbliche. Il che significa, almeno in teoria, che tutti potranno concorrere per l’assegnazione del posto. Vi ricorda qualcosa questo scenario? Esatto: è la direttiva Bolkestein, la stessa che ha stravolto il mondo dei balneari, a colpire di nuovo. Con un’altra categoria sul piede di guerra.

La Bolkestein colpisce ancora. Che gli ambulanti debbano sottostare alla Bolkestein lo si sa da anni: anche loro gestiscono in concessione uno spazio pubblico, come le spiagge nel caso dei balneari. E quindi la direttiva europea ne chiede l’assegnazione con procedure che tutelino la concorrenza e il libero mercato. Ma dopo le prime proteste della categoria si era cercato di mettere ordine. Dando il via a una normativa, diciamo così, favorevole ai vecchi concessionari. Nel 2013 la Conferenza Stato-Regioni aveva deciso di prorogare fino al 2017 le licenze esistenti. Stabilendo che, alla scadenza, sarebbero state affidate con selezioni pubbliche. In cui buona parte del punteggio decisivo per l’assegnazione del posto sarebbe stata destinata ai concessionari uscenti: 40 punti su 100 sulla base dell’anzianità. A cui aggiungerne qualche altro, se si è in regola con le tasse e con i contributi. Fino ad arrivare al 50% del punteggio. La nuova licenza dovrebbe durare dodici anni.

I no all’“aiutino”. È stato chiamato così, con ironia tutta toscana. Perché è proprio su questo assist che si è scatenata la polemica più forte, con alcuni Comuni pronti a dire no. Il grido d’allarme lo ha lanciato l’assessore al commercio del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini. Che ha radunato colleghi di tutta la regione per bloccare questa normativa. La Versilia resta alla finestra (leggi a fianco): il presidente dell’Unione dei Comuni, Alessandro Del Dotto, dice che un punteggio così alto per l’esperienza «può essere una possibilità, vediamo».

La rivolta dei venditori. È chiaro che gli ambulanti sono in subbuglio. Rischiano di perdere il loro lavoro, che frutta dai 500 agli 800 euro a settimana. A fronte di un pagamento medio di 1.000 euro all’anno per avere un posto al mercato. «Quella cifra può valere per le zone di maggior pregio, ad esempio la Passeggiata - precisa Fernando Pampaloni, ambulante da più di 50 anni al lavoro nei vari mercati di Viareggio - poi bisogna aggiungerci la spazzatura. E comunque i guadagni sono calati parecchio, almeno il 30% rispetto a tre anni fa».

Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Francesconi, sindacalista della Fivag Cisl e storico venditore al mercato di Forte dei Marmi. Una delle eccellenze del settore in Versilia, soprattutto nell’abbigliamento di qualità venduto a buon prezzo. «Anche a Forte, nonostante il richiamo che esercita il mercato, abbiamo risentito della crisi - dice Francesconi - E mi sgomenta il fatto che, dopo aver contribuito a far nascere e decollare questa realtà, un giorno possiamo lasciare il posto a un qualsiasi venditore straniero. Vogliono cacciarci, non è giusto».

Per gli ambulanti possessori di più licenze, di cui qualcuna data in subaffitto, i rischi sono maggiori: «Chi ha affittato il posto a un altro dovrà riprenderselo, sennò non potrà partecipare alla gara - dice Pampaloni - di quanti casi di parla? Uno su tre». Una stima che, secondo i Comuni, è al ribasso.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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