Gioco
Presidio alla stazione di Viareggio contro spacciatori e malviventi
Dopo l’aggressione e la rapina alla campionessa di canottaggio Arianna Mazzoni un gruppo di viareggini organizza per lunedì sera un pacifico sit-in di protesta
VIAREGGIO. Sono stanchi di assistere a episodi violenti e vogliono riprendersi in mano la città, incominciando dalla stazione ferroviaria, dove lunedì scorso è stata aggredita la campionessa di canottaggio Arianna Mazzoni, 18 anni, inseguita di nascosto da una persona che le ha poi sferrato un pugno in faccia per rubarle l’orologio e le cuffie dell’iPhone.
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Proprio il padre di Arianna, insieme ad altri viareggini fra cui Paolo Baroni, hanno organizzato per lunedì sera alle 21 un pacifico sit-in di protesta nei locali della stazione. Un caffè al bar della struttura, dove lavorano persone da loro definite «eroi», per via «dell’ambiente ostile in cui lavorano».
Il passaparola è partito su Facebook e fino a ieri sera decine di persone avevano aderito all’iniziativa. Baroni, lunedì scorso, insieme al padre di Arianna e ad altre tre persone ha trascorso la serata proprio all’ingresso della stazione, per «scoraggiare gli spacciatori, diventati padroni della zona, come di tutta piazza Dante».
«La nostra presenza - assicura Baroni - è bastata a dar noia agli spacciatori. Lunedì sera abbiamo una grande occasione: grazie al nostro presidio possiamo far capire a queste persone che Viareggio è nostra, che la amiamo, e che dobbiamo riprendercela per consegnarla a chi vuole viverla in modo civile. Io non voglio la militarizzazione della città - continua il cittadino - al contrario spero che possa essere vissuta in sicurezza anche da persone incapaci di difendersi bene, nel caso in cui si trovino di fronte a un potenziale aggressore».
Baroni, 51enne, ha sempre vissuto a Viareggio ed è cosciente del problema: oltre a essere amico dei genitori di Arianna Mazzoni, quasi ogni sera va a prendere sua figlia - pendolare e studentessa all’università di Pisa - fino alle scale del binario, per paura che qualche malintenzionato possa picchiarla. «Negli ultimi tempi la situazione è precipitata - sottolinea Baroni - e gli spacciatori si sono impadroniti della zona. L’iniziativa che abbiamo proposto è apolitica e non ha assolutamente intenti violenti o razzisti. Per me - conclude Baroni - gli spacciatori possono essere africani, svedesi o di qualsiasi altro luogo, l’importante è che non si rendano protagonisti di altri reati e si comportino civilmente: Viareggio merita di ritrovare la sua serenità».
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