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Gli emendamenti del Pd che frena per modificare Asp

di Donatella Francesconi
Gli emendamenti del Pd che frena per modificare Asp

VIAREGGIO. La parola d’ordine del fine settimana del Partito democratico, in vista del consiglio comunale fissato per domattina alle 9, è stata emendamenti. Dopo l’incontro a tre - Giorgio Del...

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VIAREGGIO. La parola d’ordine del fine settimana del Partito democratico, in vista del consiglio comunale fissato per domattina alle 9, è stata emendamenti. Dopo l’incontro a tre - Giorgio Del Ghingaro, il capogruppo Luca Poletti ed il consigliere comunale Antonio Batistini - quella degli emendamenti è sembrata la strada possibile ad un’intesa maggioranza-Pd in materia di trasferimento dei dipendenti della Viareggio Patrimonio in fallimento. Ieri bocche rigorosamente cucite, ma da indiscrezioni trapela che tra le proposte di Poletti, Batistini e Montaresi ci sarebbe anche la trasformazione in delibera di solo indirizzo dell’atto che porta l’Azienda speciale pluriservizi (Asp) a diventare “I Care Srl”. Percorso di fatto impossibile, visto che ci sono trentadue dipendenti da passare ad Asp e che il giudice fallimentare ha chiesto all’amministrazione atti e concreti e ben prima del 31 marzo, data di scadenza dell’esercizio provvisorio. La storia delle delibera di indirizzo fin qui proposte dalla Giunta e approvate dal consiglio (una tra tutte quella in base alla quale il Principino doveva tornare in comodato al Comune) raccontano che gli indirizzi sono facili e dirsi e difficili a concretizzarsi.

Resta poi la questione del segno meno dal quale è contraddistinta l’operazione per cui l’illuminazione pubblica viene trasferita dalla Patrimonio a Mover. Operazione in perdita per una partecipata di un Comune in dissesto che della stessa partecipata è socio. Con tanto di parere negativo dei revisori dei conti del Comune.

«Come si ripiana una perdita di Piano finanziario con un emendamento?» chiede il cronista al capogruppo Poletti. «Vedremo», è la risposta laconica. Alla quale il consigliere di minoranza aggiunge: «Smentisco categoricamente che gli emendamenti ai quali stiamo lavorando (il Pd ha sentito anche alcuni professionisti, ndr) ci siano stati dati dall’amministrazione». Come qualche indiscrezione aveva fatto trapelare.

La verità nella vicenda Patrimonio è che le assunzioni del passato scottano: in casa del centrosinistra come in quella del centrodestra. E basterebbe mezza vertenza per portare alla luce verità che nessuno vuole siano ascoltate in un’aula di Tribunale.

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