Il dolore
Gambalunga punta sulla qualità: «Si paga di più, ma è ottimo»
VIAREGGIO. «Per vendere prodotti di altissima qualità abbiamo dovuto per forza alzare i prezzi. Il mio caffè e le mie paste non sono come quelle delle altre pasticcerie. AI viareggini dico: provatele,...
VIAREGGIO. «Per vendere prodotti di altissima qualità abbiamo dovuto per forza alzare i prezzi. Il mio caffè e le mie paste non sono come quelle delle altre pasticcerie. AI viareggini dico: provatele, poi capirete perché le mie costano 10-20 centesimi in più».
Alberto Benassi, storico proprietario della pasticceria Gambalunga di via Sant’Andrea, nel centro della città, dice di non aver avuto scelta: per guadagnarsi da vivere e pagare i dipendenti ha alzato i prezzi di caffè, cappuccini e paste. «Lo abbiamo deciso ad agosto - sottolinea il pasticcere - e non potevamo fare altrimenti, visto che i soldi da dare ai fornitori anno dopo anno sono diventati sempre di più».
Da Gambalunga utilizzano la miscela Extra Mild della Segafredo, fra le più care sul mercato secondo gli addetti ai lavori. «Costa oltre venti euro al chilo - afferma Benassi - e noi, per distinguerci dalla concorrenza, in ogni tazzina mettiamo ben otto grammi di caffè, contro una media di 6-7. Questo aumenta notevolmente la qualità del prodotto e, allo stesso tempo, a fine anno ci crea un ammanco di materia prima notevole. È per questo motivo che abbiamo alzato il prezzo del caffè a 1,10 euro».
Gambalunga ne fa un discorso di qualità. Per la clientela del bar pasticceria evidentemente è meglio spendere qualche centesimo in più al giorno per dei prodotti che i proprietari sostengono siano i migliori di tutta Viareggio. Un ragionamento potrebbero però fare anche i titolari delle pasticcerie Fappani e Mantovani e del bar Galliano (chiuso fino a giugno per lavori di ristrutturazione), visto che i listini di caffè, cappuccini e paste coincidono perfettamente con quelli di Gambalunga. «Sicuramente a qualche cliente la nostra decisione ha dato noia - ammette Benassi - ma Viareggio è un po' particolare. Qualcuno è uscito dal bar contrariato, ma poi l’ho visto ritornare. Ho dovuto alzare il prezzo delle paste di 10 centesimi perché non riuscivo più ad avere margini di guadagno. Abbassare la qualità non è nel nostro stile - conclude il pasticcere - perché farlo è facile e tutti ne sarebbero capaci». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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