La protesta
Caprioli sulla Sarzanese, pericoli per gli automobilisti
Un animale invade la strada provinciale e danneggia il cofano di una macchina. Proteste dei residenti di Capezzano per le continue discese a valle dei “Bambi”
CAPEZZANO. Un “Bambi” sulla via Sarzanese: non si tratta della riedizione in salsa locale del noto cartone della Disney, ma di pura attualità. Non più tardi di tre giorni fa, infatti, un esemplare di capriolo è stato avvistato - e investito, fortunatamente senza gravi conseguenze - sulla strada che taglia in due l'abitato di Capezzano Pianore.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12553409:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/12/03/news/sono-troppi-e-pericolosi-via-alla-caccia-ai-cinghiali-1.12553409]]
Qualcosa di insolito, ma non di inedito: in tempi recenti sono numerosi i caprioli scesi in cerca cibo e riparo nelle aree urbane di Camaiore e frazioni. Testimone oculare della curiosa vicenda Giuseppe Maggiorelli, che ha assistito all'investimento dell'animale. Quando è avvenuto il fatto, l'uomo stava percorrendo la via Italica di Capezzano in direzione Camaiore, all'altezza della Sarzanese. «Ero a una cinquantina di metri dalla rotatoria - racconta - quando ho visto qualcosa di scuro schizzare nella strada e rimbalzare sul cofano della macchina che mi precedeva. Sul momento ho pensato che fosse un sacco di nylon o comunque qualcosa di leggero. Mai avrei immaginato si trattasse di un capriolo».
Traffico bloccato, auto danneggiata, ma nessun danno per conducente e animale. Tant' è vero che il “Bambi”, dopo qualche secondo di stordimento, è rapidamente saltellato via nel vicino fosso Trebbiano. Tanta paura per il conducente dell'auto, che adesso dovrà pensare a riparare l'evidente ammaccatura sul cofano provocata dall'incontro ravvicinato con il cervide.
La discesa a valle dei caprioli, come detto, non è un fatto così sporadico negli ultimi tempi: mesi fa un esemplare è stato trovato morto nel letto del fiume Camaiore, mentre un altro è stato visto addirittura per le vie del centro. Uno dei motivi che spingono questi animali a trovare fortuna lontano dal loro habitat naturale, come testimoniato da molti abitanti delle zone collinari, è il loro sovrappopolamento incontrollato.
Più esemplari significa meno cibo: da qui la necessità dei caprioli di scendere a valle, cercando fogliame, gemme e piante erbacee. Qualcosa di analogo a quello che sta accadendo ormai da tempo con i cinghiali e che ha portato all'adozione di misure estreme per limitarne la l'espansione. Come i cinghiali, gli stessi caprioli fanno parte della categoria degli ungulati, recentemente al centro della legge approvata dalla Regione che prevede la possibilità di abbattimenti attraverso battute di caccia straordinarie in caso di densità particolarmente elevata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
