Il Tirreno

Versilia

Banchine ai lavori, chi lascia l’ormeggio ora perderà il posto

di Donatella Francesconi
Banchine ai lavori, chi lascia l’ormeggio ora perderà il posto

Capitaneria e Autorità portuale hanno approvato le modifiche al regolamento del settembre 2013

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VIAREGGIO. Autorità portuale a Capitaneria hanno siglato il nuovo regolamento per l’ormeggio delle barche ai lavori alle banchine pubbliche del porto di Viareggio. Regole che sono arrivare in Darsena nel settembre 2013, mentre il porto era attraversato dalle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca che hanno toccato proprio l’utilizzo che delle banchine gratuite si faceva da anni con grandi profitti di qualcuno. «Noi credevamo di essere in casa nostra», è la risposta emblematica che l’amministratore delegato di un cantiere delle grande nautica dà agli investigatori dell’Arma che gli rivolgono domande puntuali e circostanziate dalle ricevute trovate in cantiere che dimostrano come là dove non si doveva far pagare accadeva esattamente il contrario. Fino a quando le regole non hanno iniziato a cambiare, con i carabinieri già tra le banchine, e l’Autorità portuale insediata di fresco ha provato a mettere ordine, fino al primo regolamento per le banchine ai lavori (dove l’ormeggio non va pagato), arrivato nel settembre 2013. Due anni e mezzo dopo Authority e autorità marittima hanno rimesso le mani su quel testo, in vista anche della sperimentazione che l’Autorità portuale regionale avvierà a breve - con l’intervento del consorzio Navigo - del nuovo programma di gestione informatizzata delle prenotazioni e delle pratiche di arrivo, accosto e stazionamento delle unità navali presso le banchine pubbliche ai lavori del porto di Viareggio. Un progetto le cui origini si perdono ormai nei meandri della storia del porto viareggino ed i cui contenuti non sono mai stati pubblicizzati per intero.

Le novità principali introdotte per modificare/integrare il regolamento 2013 riguardano in particolare l'articolo quattro, con l'introduzione di diverse tempistiche e regole per il rilascio delle autorizzazioni ai fini dello stazionamento in banchina. In questo modo - hanno spiegato il comandante della Capitaneria, Davide Oddone, ed il segretario dell’Authority Fabrizio Morelli al momento di siglare il nuovo accordo - «sarà garantita una migliore turnazione tra gli operatori e saranno facilitati i controlli».

Si inizia dal fatto che chi va via perde il posto. Con buona pace di tutti i “trucchi” inventabili ed inventati negli anni passati per ritrovare lo stesso ormeggio al rientro. «In caso di uscita dell'unità navale dal porto per prove in mare o altri motivi che comportano l'assenza dall'ormeggio per un periodo superiore a cinque giorni, l'autorizzazione decade», si legge nel comma 8 dell’articolo 4. Il comma 5, invece, specifica che «non è ammessa la sostituzione dell'unità navale autorizzata con altra, anche se appartenente alla medesima società armatrice o cantiere committente dei lavori. Non sono consentite, inoltre, traslazioni dei periodi richiesti». E neppure «la cessione del posto di ormeggio assegnato».

Se le banchine ai lavori sono pubbliche e gratuite (salve le spese di istruttoria che vanno alla Regione) il turnover deve essere garantito, rispettato e anche ben visibile.

La Capitaneria che, come autorità marittima, è sempre presente in porto - notte e festività comprese - assume competenza sugli accosti per i quali si ponga l’esigenza - fuori dalla prenotazione all’Authority - «in situazioni eccezionali», legate alla sicurezza della barca e dell’equipaggio. In questo caso «l'autorizzazione all'ormeggio sarà rilasciata dall'Autorità marittima per un massimo di 72 ore, senza l'applicazione dei diritti d'istruttoria». In tutti i casi entro dodici ore dall’accosto va presentata all’Authority la comunicazione di avvenuto accosto.

Il periodo di tempo rilasciato per eseguire i lavori sulle imbarcazioni è di due mesi. È possibile una proroga per altri due, «previa reiterazione dell'iter istruttorio» e dopo gli accertamenti sull’attività realmente svolta nel primo periodo concesso. Ma non è garantita che la banchina per l’ormeggio sia la stessa.

Si precisano e si stringono, dunque, le regole per garantire a tutti l’utilizzo del porto-bene pubblico del quale troppo ci si dimentica questa caratteristica fondante.

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