Il Tirreno

Versilia

massarosa

Non vigilò sul bimbo che morì investito: condannata la madre

di Donatella Francesconi
I rilievi dell'incidente alla casa famiglia di Stiava
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I rilievi dell'incidente alla casa famiglia di Stiava

La tragedia si consumò nel settembre 2014 nella casa famiglia Sonrisa di Stiava

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MASSAROSA. Aveva appena diciotto mesi quando è morto, investito da un’auto nel giardino della casa famiglia “Sonrisa” di Stiava, aperta nel 2011 e gestita dalla cooperativa di Massa “Serimper”. Era la fine del settembre 2014 ed è impossibile dimenticare il dramma di quella mattina. La mamma intenta a preparare il caffè, il piccolino che riesce a sgattaiolare in cortile - così hanno riscostruito le indagini dei carabinieri della Compagnia di Viareggio - e poi il colpo, mortale, di una macchina contro il cranio del bambino.

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Per arrivare ad avere la certezza di cosa potesse essere accaduto, gli inquirenti (pm Piero Capizzotto) hanno esaminato le parti sottostanti delle tre auto che avevano appena lasciato la casa famiglia quella mattina, pochi attimi prima che la tragedia si consumasse. Sotto uno dei mezzi, gli esperti della Scientifica hanno riscontrato la presenza di tracce riconducibili ai capelli dei bambino.

Con questi elementi, nell’udienza di ieri davanti al giudice Riccardo Nerucci, la decisione di rinviare a giudizio Antonella Giorgi, uno degli operatori della cooperativa, difesa dall’avvocato di Massa Roberto Iacopetti.

Accusata di omicidio colposo, Giorgi ha sempre ripetuto di non essersi accorta di quanto accaduto. Tanto da essere stata informata del dramma consumatosi alla casa famiglia quella mattina, quando era ormai arrivata in Municipio dove era andata per sbrigare alcune pratiche.

Il giudice ha anche condannato la madre del piccolo deceduto: 2 mesi e 20 giorni, la pena minima per l’omessa vigilanza sul minore. La donna si trovava ospite della struttura, insieme ai due figli minori, su disposizione di un Tribunale che le aveva così assicurato la necessaria protezione da una vicenda familiare pesante.

Una vita complicata alla quale si è aggiunta la tragedia consumatasi in quell’attimo maledetto in cui i più piccoli si lanciano alla scoperta di un mondo ancora troppo grande per loro.

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