Sicurezza
Pomezzana in rivolta contro la cava «La Ratta»
Si estrae ardesia sotto la guida di Sergio Menchetti. Ha i permessi di Parco e Comune di Stazzema, ma fra i firmatari per la chiusura c’è anche un assessore
POMEZZANA. Una ferita aperta nella natura, uno squarcio scuro nel verde dei boschi stazzemesi. Cava "La Ratta", un sito estrattivo di ardesia, per i residenti minaccia il paese di Pomezzana: le sue sorgenti d'acqua, il suo paesaggio, e la stabilità del versante montano.
La cava è stata riattivata a febbraio dalla "Società Marmo ardesia ed affini di Menchetti Sergio", con regolare permessi di Comune di Stazzema e Parco delle Apuane.
Ma i residenti di Pomezzana - che tra l'altro si dicono essere all'oscuro di tutto - adesso sono in rivolta, e hanno inviato un esposto a Parco, Comune di Stazzema, e alla Regione Toscana.
Perché a loro parere alcune criticità non sono state "adeguatamente valutate in fase di istruttoria dell'autorizzazione", e quindi chiedono l'immediata sospensione in autotutela.
Prima fra tutte, la preoccupazione maggiore è rivolta alla sorgente d'acqua potabile che serve il paese di Pomezzana. Si trova ad una distanza di appena 300 metri a valle, sullo stesso versante, ed alimenta l'acquedotto pubblico del paese dove abitano circa 150 persone. Sono molti tra loro i firmatari dell'esposto.
E tra questi c'è anche l'assessore al bilancio di Stazzema, Marco Viviani. «Il sito estrattivo in questione - prosegue il documento - presenta frane attive e una forte propensione al dissesto, attitudine conclamata nel recente passato in occasione di eventi meteorici avversi ed intensi: i nuovi interventi di sbancamento rischiano di provocare dissesti nell'area soprastante pregiudicando la stabilità della strada rurale, vicinale di uso pubblico, di accesso all'Alpeggio di San Rocchino, recentemente oggetto di consistenti opere di messa in sicurezza, regimazione idraulica, nonché consolidamento di dissesti, il tutto eseguito con risorse pubbliche finanziate tramite il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 per un importo di oltre 150mila euro».
Gli abitanti di Pomezzana sono decisi ad arrivare fino in fondo alla questione. A rischiare di essere compromessa c'è anche la loro viabilità pubblica (l'unica strada per raggiungere il paesino montano ai piedi del Matanna) dove dovranno passare i camion carichi di blocchi di ardesia e inerti. E secondo loro non era certo stata concepita per tale carichi. Nel documento si cita un'ordinanza del 2012 con la quale l'allora sindaco vietava il transito a veicolo con massa a pieno carico di oltre 50 quintali.
«In più occasioni, in concomitanza di piogge intense, parti del ravaneto (sotto cava La Ratta ndr) sono franate nel sottostante fosso di Canal Verde, invadendo, con centinaia di metri cubi di materiale, sia l'alveo del fiume sia i circostanti castagneti coltivati - prosegue l'esposto. Gran parte del materiale è stato invece trasportato a valle, verso il paese di Mulina, dove si sono resi necessari interventi di rimozione, con costi a carico della comunità, essendo stati, gli interventi, effettuati dal Consorzio di Bonifica della Versilia. Il nuovo piano di coltivazione autorizzato, nonostante ciò, prevede che ulteriori 11.000 metri cubi di materiale vengano collocati sulla sommità dell'attuale ravaneto andando quindi ulteriormente ad aggravare una già precaria stabilità dello stesso». Da qui la raccolta di firme e l’annuncio di dare battaglia.
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