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Il “pane di Betlemme” nelle piazze del Forte

Il “pane di Betlemme” nelle piazze del Forte

FORTE DEI MARMI. Un pane dolce, frutto della passione e dell’antica sapienza artigiana del pasticcere fortemarmino Cesare Lazzini. Un pane fatto con il cuore e impastato per aiutare il Caritas Baby...

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FORTE DEI MARMI. Un pane dolce, frutto della passione e dell’antica sapienza artigiana del pasticcere fortemarmino Cesare Lazzini. Un pane fatto con il cuore e impastato per aiutare il Caritas Baby Hospital, l’ospedale pediatrico di Betlemme. Ecco cos’è il “Pane di Betlemme”, la nuova creazione che di dolce non ha solo l’aspetto e la fragranza, ma anche lo scopo: raccogliere fondi per garantire assistenza medica ai bambini malati che vivono tra Betlemme ed Hebron.

Lo si potrà trovare, domenica, a Forte dei Marmi, nell’apposito gazebo allestito in via Carducci (angolo con via 4 Novembre) e poi davanti alle chiese di Sant’Ermete e di San Francesco. «L’idea del Pane di Betlemme – racconta Lazzini – è nata quando mi è stato chiesto di aiutare ad aprire una scuola di pasticceria a Betlemme, con l’obiettivo di offrire un’opportunità di formazione e lavoro per i giovani. Per me era un sogno». Da quel sogno è nata la ricetta originale di questo pane che unisce il grano, la farina e l’uva, simboli della Terra Santa e della Pasqua. Anche la forma del pane è originale perché riproduce una croce fiorita.

Con le donazioni raccolte dalla vendita del “Pane di Betlemme” si contribuirà a sostenere il Caritas Baby Hospital. Questo innovativo progetto di solidarietà si è potuto realizzare grazie alla collaborazione tra Cesare Lazzini e due sostenitori dell’associazione Aiuto Bambini Betlemme, Angela Torsoli e padre Gabriele Bezzi, e grazie al sostegno del Comune di Forte. «Il Caritas – spiega Luigi Vassanelli, presidente dell’associazione Aiuto Bambini Betlemme – è l’ospedale pediatrico della Cisgiordania che, oltre a curare i bambini malati, ospita, coinvolge e forma le madri nella cura dei figli. Noi accogliamo tutti i bambini, indipendentemente dalla religione, dall’etnia e dalle disponibilità economiche. L’anno scorso hanno varcato le porte del Caritas oltre 38mila piccoli: abbiamo potuto fare questo grazie alle donazioni che riceviamo perché l’ospedale non gode di sovvenzioni pubbliche».

«Abbiamo subito risposto a questo progetto umanitario – ha dichiarato il sindaco Umberto Buratti – certi che troverà accoglienza sul nostro territorio. Sarà il dono di Forte per quei bambini che vivono una realtà fatta non solo di malattia ma anche segnata da conflitti e tensioni. Ci uniamo idealmente al motto del Caritas “Noi ci siamo”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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