Sicurezza
Prova del Dna su coltello e vestiti dell’omicida
VIAREGGIO. Sarà svolta una prova del Dna su vestiti e coltello recuperati dalla polizia poche ore dopo l’omicidio a casa di Abdel Kader Fakhar, trentenne di nazionalità marocchina, ora in carcere con...
VIAREGGIO. Sarà svolta una prova del Dna su vestiti e coltello recuperati dalla polizia poche ore dopo l’omicidio a casa di Abdel Kader Fakhar, trentenne di nazionalità marocchina, ora in carcere con l’accusa di essere l’assassino del connazionale Ayoub El Fadili. Oggi la Procura di Lucca, tramite il pm Enrico Corucci - titolare dell’indagine - affiderà l’incarico al perito, il dottor Stefano D’Errico.
Il test servirà a collegare eventualmente il sangue della vittima con le tracce ritrovate sui vestiti di Fakhar e sul coltello, ritenuto l’arma del delitto. Che era stato pulito e messo in lavastoviglie nell’abitazione di Camaiore, dove l’uomo vive con una compagna. Lì Fakhar è stato catturato dalla polizia dopo una breve resistenza.
L’omicidio è avvenuto una settimana fa in Passeggiata, nella zona dell’Odeon. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Fakhar avrebbe colpito tre volte El Fadili: l’ultima coltellata sarebbe stata quella mortale. Non ci sono conferme, al momento, dall’autopsia che è già stata eseguita sul corpo della vittima. L’omicidio sarebbe avvenuto in seguito a una lite scatenatasi la sera prima, con danneggiamenti all’auto della vittima. Che avrebbe reagito, prendendosela con il fratello dell’omicida. A quel punto l’assassino avrebbe deciso di vendicarsi: i due si sarebbero anche sentiti al telefono. Un’ora prima del fatto, inoltre, Fakhar ha acquistato un coltello da cucina: circostanza che rischia di far scattare l’accusa di premeditazione.
Oggi gli avvocati difensori di Fakhar, Massimo Landi e Gerardo Cembalo, andranno in carcere per parlare con il loro assistito. Che al momento non ha risposto alle domande degli inquirenti né di quelle del giudice delle indagini preliminari Silvia Mugnaini. La vedova di El Fadili, Asia Orlando, è assistita dagli avvocati Fabrizio Miracolo e Claudia Calamai. (m.t.)
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