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Versilia

Nessuna offerta per il Principino che cade a pezzi

Nessuna offerta per il Principino che cade a pezzi

È andato deserto anche il secondo bando per la gestione Ecco come si presenta l’esterno dello stabilimento

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VIAREGGIO. Secondo bando andato deserto, e stabilimento balneare destinato a rimanere chiuso per la prima volta nella storia del Principino, con il suo Centro Congressi. È la vicenda-simbolo della città in dissesto, con i sette dipendenti licenziati che ancora non hanno trovato un’altra collocazione ed il ristorante dello stesso Principino, che tanti matrimoni ha visto festeggiare, chiuso e di fatto trasferito.

Con il primo sole basta una passeggiata sulla spiaggia per imbattersi nello stato di abbandono della struttura, degli arredi dell’ex stabilimento balneare, di quanto ha fatto la storia di questo pezzo di Passeggiata. Nella piscina fa il bagno un gabbiano, felice per quell’acqua tutta a propria disposizione. A garantirgli di non essere disturbato c’è un reticolo di materiali: pezzi di sedie a sdraio, cataste di legname, ed altri materiali di ogni tipo a prima vista difficilmente riutilizzabili dopo l’inverno trascorso all’aria aperta condita di salmastro.

La struttura in muratura, vista dal lato della spiaggia, appare scrostata, cadente. È venuta meno anche quella manutenzione, minima ma quotidiana, che il personale della Viareggio Versilia congressi. Lavoro al quale si aggiungevano, a partire da dopo Carnevale, le mani dei bagnini chiamati a preparare per l’apertura che il Centro Congressi assicurava al proprio stabilimento balneare a partire dal primo aprile, ormai da qualche anno. Esempio che il Comune voleva dare anche agli stabilimenti balneari privati affinché aprissero i battenti ben prima dell’avvento della stagione balneare vera e propria.

Pare quasi di sentire le voci del personale al lavoro e di incrociare, da un momento all’altro, le facce note, al lavoro tra sdraio e ombrelloni. Ma non c’è nessuno. L’aria muta di rumori ed i pattini abbandonati all’esterno, unica protezione il muto cui sono appoggiati, senza alcuna copertura. Visto che tanto, a stagione in arrivo, sarebbero stati lavati e rimessi a nuovo. Cosa che non avverrà, considerato come è andato il tentativo dell’amministrazione comunale di assegnare per ben due volte la gestione del Centro congressi, ristorante e bar annessi (nel secondo bando) oltre allo stabilimento.

Oggi il curatore Donato Bellomo parlerà in commissione di vigilanza e controllo sulla Viareggio Patrimonio, presieduta da Annamaria Pacilio (Cinque stelle). Starà a lui fare la fotografia dell’esistente, dal punto di visto delle carte. Perché la fotografia della realtà è già sotto gli occhi di tutti, come dimostrano le foto che pubblichiamo.

(d.f.)

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