Gioco
Il Consorzio ambiente contesta il no dell’Osl ai nove milioni chiesti
L’organismo che gestisce il dissesto dice no al credito del Cav Il presidente Buratti: entro lunedì le nostre controdeduzioni
VIAREGGIO. La data di scadenza per la presentazione delle controdeduzioni ai dinieghi firmati dall’Organismo straordinario di liquidazione in risposta ad una serie di persone od Enti che hanno vantato crediti nei confronti del Comune di Viareggio è lunedì. Ed il presidente del Consorzio ambiente Versilia (Cav), Umberto Buratti, annuncia che le controdeduzioni di Cav sono in arrivo. La cifra non è di poco conto: quasi nove milioni (8.708.704 euro). «Mi immagino che in questa fase l’Osl abbia preso atto delle risposte degli uffici del Comune di Viareggio. Ma qui merita fare una riflessione: i due milioni e mezzo che Viareggio ha fin qui pagato, a che titolo sono stati versati? Erano una regalia?». Per quanto riguarda il Consorzio nato per dirimere le controversie con Termomeccanica sugli impianti di Falascaia (inceneritore oggi chiuso) e Pioppogatto (compostaggio) Buratti assicura: «Faremo opposizione al decreto dell’Osl e andremo a documentare le ragioni del nostro credito».
Per una parte della cifra da pagare, il Comune di Viareggio ha dichiarato all’Organismo straordinario di liquidazione - che ai sensi del Testo unico degli Enti locali ha il compito di occuparsi, per il dissesto Viareggio, dei conti pubblici fino al 31 dicembre 2013 - di aver fatto direttamente fronte al pagamento verso i debiti di “Camavia”, “Metalcom” ed altri. Come si legge nell’atto che Cav controdedurrà, sottolineando anche come non vi sia convenzione «che Viareggio abbia pagato», come spiega ancora Buratti. In realtà nel sito dell’Ente pubblico si trova una sola delibera relativa a “Metalcom”, ed è una costituzione in giudizio insieme agli altri Comuni della Versilia. E nessuna determina che impegni la spesa da pagare.
C’è poi sullo sfondo tutta la discussione sul fatto che Falascaia e Pioppogatto siano di proprietà dei Comuni della Versilia che aderiscono a Cav, o delle sole Pietrasanta e Massarosa. E qui è impossibile non tornare a quanto ha sempre sostenuto l’ex sindaco Marco Marcucci di Viareggio nel motivare le ragioni della maxi tariffa dei rifiuti che per Viareggio è una maledizione dalla quale non si riesce ad uscire: il peso del contenzioso con Termomeccanica/Veolia. Se non bastasse, la delibera di consiglio comunale del 13 febbraio 2007, quella con la quale Viareggio entra in Cav, ricorda che ai sensi del “Contratto Daviddi” (articolo 13) «tutte le pattuizioni, diritti ed obblighi afferenti alla convenzione e quant’altro si renda necessario per lo svolgimento del rapporto concessorio, saranno nel prosieguo assunti dal Comune di Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza e Viareggio che potranno organizzarsi in apposita struttura associativa secondo le norme vigenti».
Al passato si aggiunge il presente. In particolare il verbale dei revisori dei conti che nel settembre dello scorso anno, dopo aver esaminato tutti i verbali di Cav, arrivano a questa conclusione proprio sulla “partita” più controversa, quella degli espropri e delle transazioni post sentenza della Corte di Appello di Genova: «In relazione ai tempi maturati e alla conoscenze acquisite, in assenza di serie motivazioni che devono trovare comunque rappresentazione in sede di assemblea (di Cav, ndr), c’è solo l’esigenza di stabilire modalità di comportamento uniformi e di dare soluzione definitiva alla ripartizione degli oneri sostenuti per la transazione degli espropri».
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