Il Tirreno

Versilia

No e basta: dateci invece penna e urna

Omar Monestier

Il commento del direttore del Tirreno sulla vicenda delle schede anonime al Carnevale di Viareggio

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No. Un no convinto, risoluto, definitivo. Io ho votato e non ho nessuna intenzione di dirvi per chi. Non voglio che lo sappiano i vincitori, non voglio che lo sappiano i perdenti. L’anno scorso votai in maniera illogica e disperata nel tentativo di sovvertire un pronostico che non potevo accettare. Quest’anno ho votato ammodino, compilando diligentemente la scheda e facendo il giurato serio e responsabile. Non sto qui a dire la banalità che vi aspettate, tipo «il voto è segreto». Per carità. Stiamo parlando del Carnevale e non di un referendum costituzionale. O forse è lo stesso? A Viareggio qual è la cosa che interessa di più? Non è forse il Carnevale? E perché io dovrei privarvi del sospetto che non abbia votato come vi aspettavate? Sulla segretezza non si discute. Nelle urne si consuma anche qualche vendetta, lontano dalle luci si ordiscono trame, si capovolgono dinamiche già scritte. Io rivendico questo diritto e so bene che può sembrare una esagerazione, eppure sono serissimo.

Se proprio vogliamo dire qualche cosa sul voto, ecco qua qualche ideuzza:

a) è possibile che i votanti si debbano portare da casa la penna o che la debbano mendicare alla, peraltro infaticabile, addetta stampa? Possibile che non si trovi un Burlamacco o una Ondina che possano fare da steward per la tribuna degli ospiti? L’unico che ho visto (vestito da Burlamacco per l’appunto) è stato l’assessore al Turismo. Ma non vale perché è lucchese.

b) è possibile che sul palco non ci sia un’urna? Non dico d’oro o di cristallo. Mi basterebbe di legno e tutta sgangherata, ma mi aspetto che ci sia. Un’urna sigillata e ancorata al suolo ci vuole. Sempre meglio che vagare per i corridoi del museo e della fondazione come mi capitò lo scorso anno.

c) se il Carnevale è una cosa seria, e serissima lo è, vanno messi in piedi alcuni simulacri per una seria votazione. Altrimenti è una carnevalata e allora hanno ragione gli scellerati che vogliono che il voto sia pubblico. No pasaran.

 

 

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