Il dolore
Decesso per choc anafilattico
La tesi dei consulenti della difesa dell’imputato per omissione di soccorso
VIAREGGIO. Processo rinviato al 26 aprile per la discussione. È terminata così l’udienza di ieri per la morte di Franco Panariello, fratello del notissimo attore Giorgio, avvenuta il 26 dicembre 2011. Ieri è stata ascoltata in aula Veronica Boschi, una delle tre persone che si trovava con Franco Panariello l’ultima sera della sua vita. Boschi ha confermato che erano le 23 quando l’uomo accusò il malore che poi gli fu fatale di lì a poco (alle 23,41 fu richiesto l’intervento del 118 e alle 23,50 è datato il tentativo di rianimazione seguito dava esito negativo).
In aula anche le testimonianze dei consulenti della difesa di Stefano Simoncini, imputato di omissione di soccorso, assistito dall’avvocato Tiziana Pedonese. I professori Mario Giusiani e Giorgio Puntoni hanno confermato le risultanze del consulente tecnico della Procura, dottor Stefano Pierotti. Al centro della vicenda che ha portato alla morte di Franco Panariello non c’è sostanza stupefacente di alcun tipo. Ma la concentrazione elevata di un antidepressivo, il Bupropione, nel sangue della vittima. Nel condividere le ipotesi formulate dal dottor Pierotti sulle cause della morte, i professori Giusiani e Puntoni sottolineano come la morte potrebbe essere stata causata da uno shock anafillatico conseguente all’assunzione per via endovenosa di Bupropione presente nella soluzione alla quale Panariello e chi era con lui hanno attinto per iniettarsi la “droga” (nel senso di quello che credevano essere stupefacente). Rapida comparsa dei disturbi respiratori al momento di accusare il malessere e la letteratura tossicologica nota fanno propendere i due consulenti della difesa proprio per la tesi della morte causata da shock anafilattico. Evento che troppe volte non perdona, come ricordano i due medici, anche in presenza di intervento di soccorso tempestivo.
Donatella Francesconi
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