Lutto
A Mover l’illuminazione e le sanzioni per la sosta
Passano servizi e lavoratori della Viareggio Patrimonio in fallimento La delibera di Giunta all’approvazione dei prossimi consigli comunali
VIAREGGIO. Il punto sugli ultimi istanti di vita della Viareggio Patrimonio lo farà domattina, parlando davanti alla commissione di controllo e vigilanza (alla quale non si è mai sottratto), il curatore della società, Donato Bellomo. Intanto, ancora domani, arrivano all’attenzione delle commissioni bilancio e ambiente le delibere con le quali la Giunta Del Ghingaro mette mano alla ridefinizione della società partecipate, distribuendo servizi e dipendenti della Patrimonio a Mover ed Asp.
Per quanto riguarda l’azienda della sosta pubblico-privata (Comune ed Impresa Del Pistoia Srl), l’amministrazione (assessore Laura Servetti) passa dalla Viareggio Patrimonio a Mover il «presidio dell’intero ciclo del sistema della sosta controllata esistente a Viareggio», recupero tariffario compreso. Attività nelle quale sarà impiegato parte del personale che da via San Francesco (Patrimonio) andrà a lavorare in via Regia (Mover).
Ma passa all’azienda pubblico-privata anche la gestione dell’illuminazione pubblica cittadina. Due operazioni, quelle avviate dall’amministrazione, che hanno sollevato la perplessità del Collegio dei revisori dei conti del Comune con le seguenti motivazioni: «Non è rilevabile l’esposizione analitica di costi e benefici che potessero in ipotesi provenire da un gestione in economia dei servizi che si intende trasferire dalla Viareggio Patrimonio alla Mover. Nonché l’esposizione di eventuali diversi costi e benefici che potrebbero scaturire dalle condizioni offerte dal mercato, nonché l’esposizione di costi e benefici che derivano dal trasferimento della predetta società Mover e degli effetti economici e finanziari sulla stessa». L’illuminazione - ricorda, inoltre, il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione con deliberazione del 19 gennaio 2013 - «è un servizio pubblico locale e in quanto tale soggiace alle regole previste per essi e la sua gestione deve essere affidata con procedure ad evidenza pubblica conformi al diritto comunitario e al Codice dei contratti pubblici».
Ma la delibere proposta al voto motiva nel dettaglio le basi sulle quali si fonda la scelta di non procedere con bando pubblico. Prevedendo il contratto tra Comune e Mover che «eventuali nuovi servizi, accessori o complementari o comunque connessi all’oggetto del presente contratto, sono da intendersi compresi tra le obbligazioni nascenti dal medesimo contratto (...)». Nello stesso contratto Mover ha la possibilità di manutenere l’illuminazione pubblica, impianti sui quali la società dovrà - da contratto - installare la rete wi-fi. Ed ecco la “connessione” tra i servizi del contratto esistente e le novità che l’amministrazione intende introdurre.
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