Finanza
Una standing ovation per Orietta
Successo per la prima serata guidata da Marino Bartoletti
PIETRASANTA. Il successo era certo sin dalle premesse. E così è stato l’altra sera al teatro Comunale di Pietrasanta per la prima serata di Due Voci e una Chitarra.
Serata di cui è stata applaudita protagonista la straordinaria Orietta Berti, prima ospite di un'edizione che Marino Bartoletti ideatore e conduttore della kermesse e Franca Dini, organizzatrice della rassegna hanno voluto declinare interamente al femminile.
Una serata fatta di emozioni intense, di splendide canzoni, di applausi scroscianti e di standing ovation, preludio delle prossime date da segnare in calendario di cui saranno ospiti due grandi signore della musica: Iva Zanicchi il 15 aprile e Gigliola Cinquetti il 6 maggio. Intelligente, ironica, dolce e soprattutto coerente con se stessa e con il suo talento, «l'usignolo di Cavriago» si è raccontata di fronte a una platea gremita di persone.
Due ore intense di aneddoti, momenti di vita personale, storie, retroscena che hanno segnato gli oltre 50 anni di carriera che la «capinera dell'Emilia» festeggia proprio quest'anno. Ma soprattutto di musica e canzoni, cantante con la tecnica e la passione proprie dei veri professionisti e quel talento straordinario che è la sua splendida voce.
«Volevo diventare una maestra d'asilo oppure fare la hostess - ha raccontato Orietta Berti - invece mio papà amava la musica lirica, si sentiva un tenore mancato perché aveva dovuto sospendere gli studi per aiutare la famiglia e riversò tutta la sua passione su di me. Avevo poco più di sette-otto anni e lui mi portava già a fare della audizioni : voleva che diventassi un soprano, ma la mia voce era ovviamente troppo acerba. In seguito, quando mio papà venne a mancare, ho iniziato a frequentare da sola i concorsi di musica leggera. Volevo dargli questa soddisfazione. Poi incontrai il mio pigmalione Giorgio Calabrese».
In sala c'erano anche la signora Gianna Bigazzi e il Sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni primo ad alzarsi per accogliere con una emozionante standing ovation la commovente interpretazione del «Nostro concerto».
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