Sicurezza
Non si trovano 675 schede vidimate ma non usate
Sono quelle delle sezione 2 che il Tar ha fatto cercare nei plichi delle regionali Il riconteggio è terminato con la giornata di ieri. Ora la parola è ai giudici
VIAREGGIO. Mancavano prima e continuano a mancare dopo. È ripreso ieri in Prefettura il riconteggio delle schede elettorali disposto dal Tar con la sentenza del 20 gennaio scorso che ha accolto il ricorso presentato dal candidato sindaco Massimiliano Baldini (coalizione civica con Lega Nord e Fratelli d’Italia). Non sono state trovate, nella busta delle elezioni regionali, 675 schede della sezione numero due (Lambruschini), vidimate e non utilizzate per il voto. L'ultima ordinanza del tribunale amministrativo regionale della Toscana aveva disposto che fossero cercate nella busta 3R delle elezioni regionali 2015 «al fine di superare ogni incertezza circa il numero delle schede autenticate ma non utilizzate». Parole che indicano una certe rilevanza della questione per lo stesso Tar. Aperta la busta in Prefettura, però, le 675 schede non c'erano. Di tutto il pacco vidimato, dunque, ne risultano solo 116, trovate nelle buste delle elezioni comunali.
Con la giornata di ieri le operazioni disposte dal Tar su nove sezioni sono terminate. Per quanto riguarda la sezione numero 38 (Viareggio Nuova) sarebbe risultato un voto di troppo (430 invece di 429 come da registri dei votanti). E su entrambe, 38 e 51 (Darsena), vi sono schede contestate da ambole parti (Comune e ricorrente) come pure sulle altre sette sezioni per le quali i giudici amministrativi hanno disposto riconteggio/verifiche.
Adesso la parola definitiva sarà quella del Tar, nell’udienza già fissata per il 29 giugno. Una data che, per Viareggio, sarebbe opportuno non fosse “contaminata” da altro, vista la ricorrenza del disastro ferroviario di sette anni fa, una strage da trentadue morti. Al momento, però, non risulta che né il Comune, né la Prefettura abbiano sottoposto al Tar la necessità di una data diversa.
Certo è che la scomparsa, oggi accertata, delle schede vidimate e non utilizzate alla sezione numero 2 (quella dove a tarda ora dovette intervenire personale inviato dal Comune) - stando a sentenze messe per altre tornate elettorali in Italia - porta con sé lo spettro dell’annullamento del risultato del voto.
La sentenza del Tar della Calabria (2012, relativa alle elezioni per il Comune di Catanzaro) fissa linee di principio ribadite da sentenze precedenti là dove scrive: «Si ricorda l’orientamento del Giudice d’appello, secondo cui “la mancanza di schede autenticate e non votate, per la cui integrità l’articolo 53 Dpr 570 del 1960 prescrive particolari operazioni, può essere causa di nullità per il pericolo che ingenera di alterazione dei risultati elettorali. E questa stessa sezione, all’esito dell’accertamento della scomparsa di schede autenticate e non utilizzate ha giustificato l’annullamento e la conseguente rinnovazione delle operazioni elettorali nella sezione in cui si era verificata detta scomparsa con la considerazione che “le schede regolarmente autenticate e non impiegate per il voto siano state illecitamente utilizzate da taluno per sostituire schede regolarmente impiegate dagli elettori per il voto, con conseguente alterazione dei risultati relativi alla sezione”». Basta il dubbio, insomma. Tanto che il Tar della Calabria, a sentenza emessa, passò gli atti alla Procura.
In Municipio, però, prevale la tesi per cui la vicenda di Catanzaro sarebbe diversa da quella di Viareggio, perché in quel caso vi era anche non corrispondenza tra il numero delle schede votate e i voti assegnati.
Posizioni diametralmente opposte. Spetterà adesso ai giudici l’ultima parola.
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