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Da Pietrasanta a Sacramento per vedere giocare Belinelli

di Michele Morabito
I cinque pietrasantini con Belinelli nel Palasport di Sacramento
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I cinque pietrasantini con Belinelli nel Palasport di Sacramento

Il viaggio di cinque versiliesi per ammirare dal vivo il loro campione più amato. E il cestista, unico italiano ad aver vinto un titolo Nba, li fa scendere sul parquet

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PIETRASANTA. Cinque ragazzi della Versilia diventano protagonisti a Sacramento non lontano da Los Angeles durante la diretta della partita tra i Sacramento Kings e gli Utah Jazz dove sono andati a vedere giocare Marco Belinelli, il primo italiano a vincere il campionato Nba.

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La storia ha radici lontane come la loro amicizia ed inizia in Versilia nel campetto dell'Africa a Pietrasanta dove Giulio D'Angiolo (per tutti semplicemente Giulione), Andrea Vecchio (la Miccia), Francesco Lenzoni (Frengo), Luca Ancillotti e Sasha Tonlorenzi si trovano a giocare a pallacanestro. Giulione sul suo profilo ha storpiato il suo cognome D'Angiolo in Done Jo Low all'americana perché tutti sono cresciuti con il mito della Nba, la pallacanestro professionistica americana, il sogno e il miraggio per tutti gli appassionati della palla a spicchi. Luca è cresciuto con Magic Johnson e si narra che in un camp estivo abbia battuto in una gara da tre punti niente meno che Andrea Niccolai, giocatore da oltre 10.000 punti in seria A ed al suo bar, il Bar Michelangelo è nato il Versilia Basket ed è lì che si festeggiano le vittorie importanti. Gli altri sono più giovani ed hanno imparato a camminare e palleggiare insieme, con altri miti Jordan, ed oggi i vari Lebron James, Curry e Kobe Bryant che si ritirerà a breve. Poi c'è un altro mito Marco Belinelli, da San Giovanni in Persiceto, vicino Bologna, colonna della Nazionale italiana, che incarna al sogno di tutti loro ed è il primo italiano ad aver vinto un titolo Nba con i San Antonio Spurs e addirittura la Gara del Tiro da tre punti in un All Star Game tre anni fa.

I ragazzi della Versilia partono una settimana fa alla volta degli Stati Uniti per andare a vedere una leggenda del basket che a fine stagione si ritirerà, Kobe Bryant, e lo vedono in una partita favolosa contro Cleveland dove gioca Lebron James. Ma il loro obiettivo è Sacramento, una città in cui non c'è nulla, ma ci sono i Kings ed il numero 3 si chiama Marco Belinelli e hanno trovato cinque biglietti proprio dietro la panchina. Hanno preparato magliette per il Beli e si sono messi delle creste bianco, rosse e verdi e arrivano presto al Palazzo dello Sport perché Belinelli è il primo che inizia il riscaldamento e si vogliono far vedere. «Ci ha subito notati quando siamo entrati - commentano i ragazzi - e ci ha salutato. Poi ci ha avvicinato e ci ha chiesto una foto. Immediatamente, siamo diventati l'oggetto di fotografi e telecamere e anche durante la diretta in Tv ci hanno chiesto di entrare in campo durante una pausa per intonare il nostro motivetto per il Beli. Eravamo preparati, ma non osavamo sperare in tanta attenzione e meno che mai di finire sulla pagina istagram e twitter di una franchigia della Nba. E' stata una serata fantastica».

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Per i Sacramento Kings e per il Beli una serata così così e per Sasha, la Miccia, Frengo, Giulione e Luca presto sarà l'ora di tornare a casa, ma avendo calcato un campo della mitica Nba a stelle e strisce (anche se solo da spettatori) e con il ricordo di una settimana unica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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