Il Tirreno

Versilia

Barbarians primo per la metà dei giurati

di Claudio Vecoli
Barbarians primo per la metà dei giurati

Rese note (ma in forma anonima) le schede di chi ha giudicato i carri

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VIAREGGIO. Un successo annunciato. E confermato anche dai numeri. Barbarians di Fabrizio Galli stravince e stacca di 40 punti (45 a 85) i fratelli Cinquini secondi classificati di 69 punti i fratelli Bonetti. Decisamente più risicate le distanze nella parte medio-bassa della classifica: a separare Roberto Vannuncci (quinto) da Massimo Breschi (incredibilmente nono) ci sono appena 16 punti.

Barbari superstar. Per dodici giurati su venticinque il suo carro era da primo premio. Per tutti gli altri - tranne uno - era almeno da podio. E soltanto per un giurato non avrebbe meritato il podio ma al massimo il sesto posto. La vittoria dei Barbari di Fabrizio Galli è stata netta. Ma - schede (anonime) alla mano - forse meno schiacciante di quanto pronosticato alla vigilia. Perché spulciando fra le classifiche dei singoli giurati si nota come il Leone dorato dei fratelli Cinquini abbia comunque calamitato le preferenze di otto giurati che lo hanno eletto come loro miglior carro. A fare la differenza anche in termini di punteggio è stata così la "regolarità" di Galli che - appunto - solo per un giurato non era da podio. Il carro dei fratelli Cinquini - forzando un po' la lettura del voto - o si amava o si detestava. Un giurato su quattro lo ha infatti posizionato sul lato destro della classifica e in un caso ha rimediato addirittura l'ultimo posto. Schede, queste ultime, che hanno alzato sensibilmente il punteggio totale del carro dedicato a Facebook, decretando la vittoria per distacco di Fabrizio Galli.

Bonetti: o bene o male. Il discorso fatto per i fratelli Cinquini vale a maggior ragione per i fratelli Bonetti. La spettacolare Gabbia o piace o viene stroncata. Per due giurati (entrambi del terzo corso) è da primo premio assoluto. Per un altro giurato (del secondo corso) è perfino da ultimo posto. Nel mezzo una varietà di giudizi estrema. Ma con un particolare da sottolineare: al quinto corso (quello in notturna) il mostro dei Bonetti ha raccolto la sua performance migliore con due secondi posti, un terzo, un quarto e un sesto posto. A dimostrazione di quanto i due gemelli avevano puntato (e investito) sugli effetti speciali delle luci.

Un pesce che piace. Ai piedi del podio - e con un distacco abbastanza consistente sul quinto - c’è la coppia Politi-Borri con Male nostrum. Partito così così al primo corso (fra i piazzamenti anche un nono e un decimo posto), il carro è cresciuto sfilata dopo sfilata conquistando un secondo posto e ben sette terzi posti che ne hanno decretato il quarto posto finale.

Per una manciata di punti. Per le posizioni di rincalzo (importantissime però in vista delle retrocessioni del prossimo anno) dal quinto al nono posto si è creato una sorta di ingorgo, con cinque carristi arrivati uno dietro l’altro in una sorta di fotofinish. A dividere il quinto calssificato (Roberto Vannucci con 151 punti) dal penultimo (Massimo Breschi con 167 punti) appena sedici lungheezze. Decisamente più distaccato dagli altri, invece, il Pierrot di Franco Malfatti con ventidue punti di distacco dal Pagliaccio di Breschi.

Arrivi di tappa. Da analizzare anche le classifiche corso per corso (come si ricorderà, i carri sono stati giudicati da cinque differenti giurie in occasione di ciascuna sfilata). Ebbene, in tutte e cinque le “tappe” Galli ha sempre conquistato il primo posto. Assai diverso, invece, il percorso degli altri due carristi da podio. I fratelli Cinquini sono risultati secondi al secondo, quarto e quinto corso.

I fratelli Bonetti si sono piazzati al secondo posto parziale nel primo corso (quando, per altro, il carro aveva avuto il problema che ne aveva bloccato i movimenti) e al terzo corso, ma hanno rischiato grosso al quarto corso quando la giuria di quella sfilata li ha piazzati al penultimo posto dietro soltanto al Pierrot di Malfatti.

Un’occhiata anche ai piazzamenti di Massimo Breschi, di gran lunga il più penalizzato dalle giurie. Ebbene , il suo Pagliaccione si è piazzato al penultimo posto (ex aequo con Politi-Borri) con la giuria del primo corso, al quinto posto alla seconda sfilata, al settimo alla terza e al penultimo posto nei due corsi conclusivi. In tre occasioni è stato giudicato carro da ultimo posto e non è mai andato oltre il terzo posto (in tre casi).

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