Gioco
Breschi diserta la festa finale alla Cittadella
Le polemiche sulla classifica hanno lasciato il segno: assenti anche Avanzini e Tomei. Solo due hangar aperti
VIAREGGIO. Veloci, indolori e soprattutto incolori. Le premiazioni dei carristi e dei mascheratisti vincitori nel piazzale della Cittadella è stata la degna conclusione di un Carnevale sì sfortunato, ma anche fiacco e sottotono. Di positivo c’è sicuramente il fatto che la festa arriva a poco più di dodici ore dalla proclamazione dei vincitori sul campo. Ma più che una cerimonia, quei 59 minuti di ieri si sono risolti in un freddo elenco di nomi. E meno male che proprio le maschere dei carri, molte dei quali con indosso il costume con cui hanno sfilato fino a sabato sera, hanno animato il pomeriggio con i loro colori e la loro ventata d'allegria.
Partenza a scatti. La cerimonia delle premiazioni si è aperta nel segno delle immagini: sul megaschermo è stato proiettato un video con gli scatti più interessanti del gruppo f8 (poi riproposto anche nel finale), lo stesso gruppo che ha organizzato l'estemporanea fotografica di cui sono stati svelati subito in apertura i vincitori: Romina Falleni, Sebastian Ioan Ichimuta, Stefano Catani e lo studio Giannini. Successivamente è stata la volta dei riconoscimenti assegnati dalla giuria dei bambini (a proposito: nel primo pomeriggio sono stati premiati gli elaborati più meritevoli del concorso Carristi in erba, che quantomeno lascia ben sperare per il futuro del Carnevale). E il caso ha voluto che sul palco siano saliti alcuni costruttori con tanto di figli e figlie per mano o in braccio (Allegrucci, Ceragioli e Luigi Bonetti).
Tra assenze e hangar chiusi. Il pomeriggio è entrato poi nel vivo con l'assegnazione dei premi speciali intitolati ai grandi maghi della cartapesta. E qui si sono registrate le prime defezioni: non si sono infatti presentati i carristi Alessandro Avanzini (ha vinto il premio allegoria, intitolato per altro al padre Silvano), Massimo Breschi (a lui è andato il neonato premio “Bocco” Vannucci per la tradizione) e Luciano Tomei (vincitore ex aequo assieme a Fabrizio Galli del premio “Guidubaldo Francesconi” per il bozzetto più bello). Ma a fare rumore è stata soprattutto - e non poteva essere altrimenti - l’assenza di Massimo Breschi, il grande deluso dell’edizione 2016 del Carnevale. Difficile immaginare che dietro al forfait del trionfatore dello scorso anno non vi sia qualcosa di più di una semplice delusione per il risultato ottenuto sul campo (nono posto su dieci, che lo mette in una pericolosa posizione nella “zona retrocessione” in vista della prossima edizione).
Un altro aspetto ci dispiace sottolineare. Dei sedici hangar della Cittadella appena due, quelli di Edoardo Ceragioli e dei fratelli Cinquini, erano aperti.
I premi speciali. Si è passati poi ai riconoscimenti in memoria di altre figure storiche: il premio giornalistico Giuseppe Giannini è andato all'inviato di “Ballarò” Alessandro Poggi, il premio Francesco Del Carlo per chi promuove il Carnevale nel mondo a Frankie e Chris Slann dell’Isola di Wight, il premio Alberto Sargentini ai trattoristi dei corsi mascherati, il premio Egisto Malfatti all'insegnante di danza Anna Rosa Petri, il premio Enrico Casani a Irene Benamor, il premio Brunello Romani a Gianluca Domenici e Claudio Vecoli per il trentennale della loro canzone “Il samba del viareggino” e il premio Cravache, infine, all'ex presidente della Fondazione Carnevale Elio Tofanelli. Quello famoso, oltre che per il suo immancabile papillon, perché riusciva sempre a far splendere il sole sulle sfilate. Davvero un peccato che quest'anno, volendo citare un suo celebre tormentone, le forze dell'ordine non abbiano arrestato il maltempo...
Viva le maschere. Hanno indubbiamente vivacizzato un pomeriggio davvero privo di slancio e di brio: parliamo delle maschere dei carri di Galli, Allegrucci, fratelli Cinquini e fratelli Bonetti, tutti sul palco a scortare la consegna della statuetta di Burlamacco ai rispettivi costruttori. Simpatica, poi, la scelta di Stefano Cinquini di salire con una sagoma di cartone del fratello Umberto, assente in quanto convalescente da una delicata operazione chirurgica a Bologna. Menzione d'onore anche per il gruppo di figuranti della mascherata di gruppo vincitrice: quando è stato annunciato il nome del loro costruttore (Bertozzi) loro lo hanno accompagnato con il coro “Luca, Luca, Luca”.
Tra saluti e promesse. Nel finale ha preso la parola anche Stefano Pozzoli, commissario straordinario della Fondazione Carnevale in scadenza di mandato, che si è congedato ringraziando la città «per questa esperienza» e i costruttori «per la passione straordinaria e per lo spirito di sacrificio dimostrato in un'annata difficile». Al suo fianco la vicesindaco e assessore alla cultura Rossella Martina («Nonostante il maltempo è stato un bellissimo Carnevale dove hanno sfilato dei grandissimi lavori») e il primo cittadino Giorgio Del Ghingaro che ha definito il Carnevale «un’iniziativa importantissima e un momento di ripartenza per la città»: «Per il 2017 servirà tutta la passione dei viareggini» ha concluso, annunciando anche che sarà «un Carnevale da ricordare».
Segnale di speranza. Tra le istantanee di ieri - oltre all’applauso ad Arnaldo Galli - hanno colpito per la loro tenerezza: Jacopo Allegrucci con nella mano il figlio Francesco, la prima persona a cui svela il bozzetto del carro che verrà, Edoardo Ceragioli con in braccio la figlia Gioia e Luigi Bonetti che stringe attorno a sé la piccola Elettra. Sì, i bambini sono il nostro futuro: facciamo tutti uno sforzo comune per tramandare a loro l’amore per il Carnevale e Viareggio che ci hanno lasciato in dote padri e nonni.
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