La manifestazione
Non si pagano le imprese per il 5 marzo
Salta la delibera del consiglio, scontro tra maggioranza e opposizione
PIETRASANTA. La delibera, relativa al pagamento dei lavori alle imprese per gli eventi del 5 marzo, non passa e fra maggioranza e opposizione è scontro. «Ancora una volta hanno dato dimostrazione di irresponsabilità e di codardia politica» fa sapere Alberto Giovannetti, capogruppo di Pietrasanta prima di tutto. «L’amministrazione non è stata in grado di mantenere il numero legale per portare avanti il Consiglio» replica Rossano Forassiepi, capogruppo del Pd.
Il nodo del contendere è il mancato via libera, durante la seduta consiliare di venerdì scorso, al pagamento di 8 aziende per 132 mila euro di importo. «Una delibera, pari a 916 mila euro, è passata - continua Giovannetti - grazie ai voti della maggioranza. L'altra, quella da 132 mila euro, non è stata approvata perché le minoranze, per protesta, erano uscite dall'aula e in quel momento, a causa di una serie di concomitanze, non c’era un numero sufficiente di consiglieri vista l'assenza di Brizzolari per motivi di salute e Briganti per impegni presi in precedenza e ancora per un conflitto di interessi nella stessa delibera di un altro consigliere. Dalla minoranza - intesa come Pd, Sinistra per Pietrasanta e 5 Stelle - ci saremmo aspettati, almeno in questo frangente, rispetto nei confronti della comunità. Le imprese stanno aspettando da più di un anno di essere pagate. Il consiglio sarà costretto a tornare in aula, per votare la delibera, martedì 15 marzo. Forassiepi e compagnia hanno capito solo troppo tardi l'errore che stavano commettendo - aggiunge Giovannetti - la politica decide le sorti delle famiglie e delle nostre imprese».
Immediata la replica di Forassiepi. «Hanno aggiunto all’ultimo tuffo una delibera per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio risalenti al 5 marzo. Noi dell'opposizione, garantendo il voto, abbiamo richiesto di discutere il punto lunedì ben consapevoli dell'importanza della questione. Ma, come sempre incuranti delle richieste della minoranza, i consiglieri di maggioranza non hanno accettato la proposta. Da qui la nostra uscita dalla sala consiliare per protesta. Quando, sempre la maggioranza, si è accorta di non avere il numero legale di consiglieri, ha prima sospeso e poi rimandato il punto. Noi, venuti a conoscenza della vicenda, siamo rientrati in aula garantendo la nostra presenza per portare avanti il consiglio e votare gli ultimi punti rimasti in programma, ma i consiglieri di maggioranza erano già andati via, Stamani ad alcune aziende che mi hanno contattato ho spiegato come sono andate le cose: è la riprova che chi amministra sta andando avanti a colpi di arroganza, incompetenza e strumentalizzando le situazioni». (l.b.)
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