Sicurezza
Sos dalla Passeggiata «Via gli spacciatori»
Commercianti e residenti spaventati: impossibile andare avanti
VIAREGGIO. Ora i viareggini hanno paura. Quel tratto d'inizio Passeggiata - una vera e propria centrale dello spaccio - non è più sicuro. E non lo è certo da ieri. È da parecchio tempo che la situazione è sfuggita di mano, anche se «nessuno avrebbe mai pensato di assistere a un omicidio in pieno giorno, così, in mezzo alla gente», sostengono diverse persone che stanno camminando a qualche decina di metri dai bagni, calpestando come se nulla fosse quella chiazza di sangue impressa sull'asfalto, ormai annerita, simbolo di una tragedia che ha scioccato un'intera comunità.
La Passeggiata, piazza d'Azeglio, via Gustavo Modena: è qui, in riva al mare, che si concentra una buona parte della microcriminalità della città. L'accoltellamento mortale di due giorni fa - a detta di chi vive e lavora a Viareggio - è giunto al culmine di una lunga escalation di brutti episodi e violenze, in quello che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita e uno dei salotti buoni della Versilia.
Lo sanno bene i negozianti, ormai esasperati da questa situazione. «La Passeggiata piena di gente sarebbe senz’altro il miglior deterrente alla delinquenza - spiega Luca Giandomenici, titolare della gelateria “Mario” di via Petrolini, a un centinaio di metri dal luogo dell'omicidio - e infatti d'estate diventa sicura. È fuori stagione, quando fa buio, che emergono strani giri. C'è gente che spaccia, ma non tanto vicino al mio locale, quanto nei dintorni di dove si è consumato il delitto». Per Giandomenici la soluzione, seppur difficilmente praticabile, è una sola: «Basterebbe che la Passeggiata fosse sempre piena di gente. Allora sì che gli spacciatori sparirebbero».
Stefano Vannelli, titolare dell'edicola “Eden”, è nostalgico. Le sue parole viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda di quelle pronunciate dal collega. Stefano, nel suo chiosco, vende giornali da otto anni. Ha una piena visuale del luogo del delitto. Ricorda, fino a poco tempo fa, quando dopo cena i viareggini uscivano sempre, riempiendo la Passeggiata. «Sarà un po' la crisi, sarà un po' il senso di insicurezza generale - spiega l’edicolante - fatto sta che adesso, passata una certa ora, in giro non c'è più nessuno. I residenti si sono abituati così: vivono in casa. Ma in questo modo, senza persone per la strada, la zona è più pericolosa. Pensare che prima stavo aperto 24 ore su 24. Sa che cosa succede se di sera una donna cammina qui nei dintorni?», chiede Vannelli, per poi rispondersi da solo: «La prima volta niente, la seconda uguale e alla terza, secondo me, rischia di essere picchiata e derubata. Ci vorrebbero maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine, è vero, ma la polizia qui non manca. Semplicemente gli agenti non possono essere dappertutto e in qualsiasi momento. A Viareggio ci vorrebbe un numero di poliziotti talmente elevato che per garantirli non basterebbe neanche lo Stato».
Nelle parole di chi lavora a Viareggio emerge anche un po' di rassegnazione. C'è chi dice che criminalità e spaccio, in Passeggiata, vanno avanti da vent'anni: «Una volta - ricorda Luca Giandomenici - un poliziotto ha anche sparato per aria». Molti cittadini, però, difendono a spada tratta propria città. «Non è il Bronx - dice un residente che vuole rimanere anonimo - e questo è stato solo un episodio isolato. Il Bronx è ovunque. È l’Italia allo sbando, non Viareggio».
Marco Betti sta portando a spasso il cane. Siamo in piazza d'Azeglio. È l'ora di pranzo e ci sono tantissimi studenti che stanno aspettando il pullman per ritornare a casa. «Ciò che è successo giovedì pomeriggio va ben oltre il senso di insicurezza che avvertiamo - spiega - ma le cose si possono risolvere. Forse, però, è la volontà che manca».
@taglions
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