La manifestazione
Lo ha ucciso per vendicare uno sgarbo
La vittima aveva litigato col fratello dell’assassino Ma la polizia sospetta che dietro ci sia la droga
VIAREGGIO. Avevano litigato il giorno prima, la vittima e il fratello dell’omicida. Pare che quest’ultimo avesse anche preso a calci l’auto dell’altro. Che non si era tirato indietro, tirando qualche sganassone al rivale. Una lite avvenuta di sera, davanti alla stazione. Così lui, l’aggressore, si è arrischiato a uscire di casa nonostante fosse senza permesso di soggiorno. Si è sentito al telefono con l’uomo che aveva picchiato il fratello: forse si sono dati appuntamento in Passeggiata. Appuntamento a cui si è presentato con un coltello da cucina comprato un’ora prima al supermarket, mentre l’altro era disarmato. Ed è finita con un giovane marocchino di 26 anni, Ayoud El Fadili, trafitto da tre coltellate. Una delle quali mortale. Per il suo omicidio la polizia ha fermato Abdel Kader Fakhar, 30 anni, anche lui marocchino.
L’ombra della droga. Il retroscena del delitto - avvenuto giovedì alle 17,30 all’altezza dell’Odeon - è quello che lo stesso Fakhar ha raccontato ai poliziotti che lo hanno catturato e portato in carcere a Lucca dopo averlo interrogato. Il trentenne sostiene che si è trattato di un regolamento di conti, la vendetta per uno sgarbo. Gli inquirenti, in particolar modo il dirigente del commissariato di Viareggio Raffaele Gargiulo, non gli credono: pensano che dietro tutto ci sia lo spaccio di droga. La polizia riferisce che la vittima, Ayoud El Fadili, sposato e residente con la moglie in via Sauro a Viareggio, aveva dei precedenti di questo genere. Mentre nell’abitazione di Camaiore dove l’aggressore convive con una donna gli agenti riferiscono di aver trovato degli stupefacenti. Non è un mistero che in quel punto della Passeggiata, tra piazza d’Azeglio e le prime attività commerciali del cosiddetto “salotto buono”, si annidino diversi spacciatori. Che forse non vendono sul posto, come riferisce il dirigente Gargiulo. Ma certamente si fanno notare. Anche in pieno giorno, anche di fronte a genitori e bambini. Rimasti sotto choc per quanto avvenuto giovedì pomeriggio. Comunque, su cosa facessero per vivere vittima e aggressore non ci sono certezze: El Fadili aveva avuto un risarcimento di 400.000 euro per la morte del fratello in un incidente stradale, mentre Fakhar riferisce di essere un macellaio - la famiglia ha un’attività del genere in Marocco, a Casablanca - ma non è chiaro dove eserciti.
La cattura. La lite tra vittima e assassino è stata breve, ma violentissima. Fakhar - afferma la polizia - ha inflitto tre colpi al rivale: uno di striscio, uno sotto l’omero e uno al costato. Quest’ultimo è stato letale. Dopo l’omicidio -spiegano gli inquirenti - Fakhar si è nascosto il coltello nella tuta ed è fuggito, nonostante il tentativo di un ex agente di accalappiarlo. Ma la polizia ha avuto buon gioco perché altri nordafricani, che erano sul posto e hanno cercato di dividere i due contendenti, hanno riferito particolari importanti. Mettendo gli agenti sulla buona strada. Appena due ore dopo, intorno alle 19,30, la polizia si è presentata a casa dell’aggressore. Ad aprire la porta, tra l’altro, è stata la sua compagna: i poliziotti garantiscono che non sapeva nulla, e che ha dato loro piena collaborazione. Fakhar ha cercato di fuggire, ma gli agenti sono riusciti a fermarlo. Indosso aveva ancora i vestiti sporchi di sangue, mentre il coltello - lungo ventotto centimetri di cui quindici di lama - era pulito in lavastoviglie. Ha spiegato di averlo comprato in un supermarket del centro di Viareggio, pochi minuti prima del delitto: ci sarebbero anche dei filmati di telecamere a provarlo.
Lunedì l’autopsia. Fakhar, assistito dagli avvocati Massimo Landi e Gerardo Cembalo, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio con il procuratore facente funzione Fabio Origlio, titolare dell’indagine. Il marocchino resterà in carcere almeno fino a lunedì, giorno in cui è previsto l’interrogatorio col giudice per le indagini preliminari Silvia Mugnaini. Sempre lunedì all’ospedale Versilia ci sarà l’autopsia sul corpo di Ayoud El Fadili.
@matteotuccini
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